venerdì 8 giugno 2012

Zio Billy e l'ecologia ipaddiana

Sono seduto al bar, e vedo arrivare il mio incubo. Con tanto di paglietta in testa, mi viene da piangere. "Nipotastro maldestro, che per una volta ti trovassi seduto in compagnia di una bella fanciulla, mai". Questo è il buongiorno di Zio Billy il settantasettenne che oggi è un trionfo di tutte le tonalità perlacee. Andiamo infatti dal burro perla dell'abito doppiopetto in cotone, al perla beige della camicia di seta, al perla perla dei gemelli, al perla bianco della cravatta e fino al perla fieno di 'sta cazza di paglietta che ora fa teatralmente cadere sul tavolino per poi accomodarsi al mio fianco sbuffando neanche fosse reduce da una intensa giornata di lavoro.
Dopo essersi seduto scannerizza un gruppo di tre persone sedute qualche tavolo di presso al nostro. "Oggi abbiamo un bel trio di coglioncelli ipertecnologici qui al bar, eh?" Guardo inebetito il cielo sopra di noi, un aiuto di qualsivoglia tipo, pure nu bombardiere che ci caca in testa qualche chilo di tritolo, sempre meglio che fare a botte per colpa di Billy, che adesso è tutto proteso e concentrato sui discorsi iper tecnologici dei coglioncelli. "Steve Jobs, aaah, un genio assoluto. Santo, dovrebbero farlo". "L'Ipad, ma state scherzando, ecco qua appena raggiunti i 658 amici su fb". "E poi, vuoi mettere, io mi porto appresso tutti i libri che voglio, e in più niente più carta e cartaccia, moooolto cool e moooolto greeeen". Uggesù uggesù, cazzo statevi zitti, zitti. Macché. "...e ci sono cazzoni che ancora vanno in giro coi libri in mano, il mio tablet è pulito, non inquina, non devi abbattere foreste per stampare inutilmente libracci di carta puzzolente, in più sono sempre connesso e scambio in continuazione mail col mondo" "Vero, vero, San Jobs, stay hungry stay foolish".
Billy, s'alza. E io cado a peso morto di faccia sulla ciotolina di arachidi che tengo di fronte. "Buongiorno, permettete?" E ovviamente senza aspettar risposta s'accomoda al loro tavolo. "Mi chiamo per tutti Billy, per poche eccezioni sono l'ammiraglio. Per voi sono l'ammiraglio". I tecnologici si guardano a Billy come si guarderebbe un gabinetto intasato nel momento in cui sta per fare dono di tutto ciò che prima gli era stato offerto. "Lasciatemi chiedere, siete convinti che uno di quegli aggeggi sia più ecologico di un libro?". "Assolutamente sì", come il coro di mago Zurlì. E tutti e tre a muovere forte forte la testa su e giù tipo i pupazzetti che ballano su certi cruscotti di certe auto. "Sentite a me. Steve Jobs..." pausa teatrale, molto a effetto, Laurence Olivier se lo bacerebbe sulla bocca "...genio, bah, perlomeno controverso. Stay hungry e stay foolish, un paio di 'sti cazzi, io vi dico statev' accuort' assai accuort..." "Ma guardi che..." ingenuamente, lo sprovveduto ipaddiano prova a interrompere l'ammiraglio il quale lo rende muto con un fastidioso gesto della mano e prosegue "inoltre chi avverte l'esigenza improcrastinabile  di stare sempre connesso con un cazzone che crede che gli amici siano quelli di feisbbùc bè, altri e più importanti sono i misteri di questo pianeta nostro che ci ospita". Altra pausa di sfida, gongola il vegliardo. Ma gl'ipaddiani adesso tengono gli occhi come a quelli di Papaleo e aspettano,  atterriti, la bordata finale a bocche spalancate tipo galleria San Gottardo.
Eccome che arriva la bordata finale, arriva come a 'na palata e in cielo nemmeno l'ombra d'un bombardiere. Zio Billy si mette entrambe le mani nelle tasche della giacca e conclude "cooool e greeeeen a te e mammeta. Inquina più 'sto coso che tieni in mano che migliaia di libri, che peraltro adesso ce li stampano su carta riciclata. Gira ebete gira, vedi, leggi, dov'è fabbricato? In Cina, sesquipedale elefantiaco decerebrato lasciamo stare lo sfruttamento della mano d'opera e non tiriamo in ballo 'ste merde di comunisti della mia amatissima minchia. La strada che fa per arrivare in quelle tue mani, eh? Aerei e navi e poi altri chilometri che così il tuo ecologismo va preciso preciso a farsi benedire. E allora cari miei ecologisti ora fate una bella cosa, così come state, prendete e andatevene a cagare ma, mi raccomando, pensate alle foreste e pulitevi il culo con le manine che la carta no, eh!". Detto questo tira fuori il suo ipod rosa si piazza in capa le enormi cuffie gialle e, facendo l'occhiolino ai tre ipaddiani, s'ascolta il nuovo di R. Kelly. Ancora niente bombardieri.