domenica 17 giugno 2012

Billy piccolo e la gelosia

Io a mia sorella ce la tengo sul cazzo. Tipo che è un problema di sempre. Ce l'ho sempre avuta davanti. Che per forza, quella tiene quattro anni più di me. Lei fa' tutto giusto, io manco che ne parliamo. Non ce la sopporto. Diciamo poi che il mondo di casa mia tiene valutazioni differenti intorno agli accadimenti che ci riguardano.  E' 'na faccenda politica, assai. Tipo che se io prendo due a scuola è colpa mia, quando se l'abbusca lei è perché tiene i professori ostili. Io disubbidisco, quella fa valere i suoi diritti. Io mi ribello, la stronza è sincera. Io offendo, quella esprime opinioni. Io sbaglio che ci tengo 'na certa immaturità e so' irresponsabile, quella invece opera delle scelte. Io sono un cacacazzo, quella va nella profondità delle cose. Io ascolto la musica a volume impossibile, quella si emoziona e mostra la sua sensibilità artistica. Ma vafangul', la verità è che mia sorella è 'na lecchina di merda co' nonna Vittoria e la morale è sempre quella, no la merenda co' alla girella, ma io tengo torto e lei è sempre bella. E allora, ogni tanto, io piglio e la sfreco di palate così alla morale ce la mando n'attimo affangulo pure a lei. Per i sopra motivi quindi io a mia sorella non ce la sopporto. Quindi se qualunque persona mi chiede qualunque opinione su qualunque fatto che riguarda a qualunque comportamento di mia sorella, io ci rispondo sempre che mia sorella è per definizione 'na grossa cretina. E si chiudono gli argomenti.
Epperò epperò.
M'è capitato di arrivare prima in palestra per l'allenamento di karate, che poi non è che mi piace assai 'sto karate, ma diciamo che è tipo 'na forma di risparmio per i periodi di crisi che potrebbero sempre arrivare, per cui è meglio cercare di tenere sotto controllo allo spread tra il menare e l'essere menato, eccheccazzo.
Io mi faccio quasi sempre i fatti miei, vivo al confine con l'asocialità. Non partecipo ai dibattiti su chi fa cosa e si fa chi. E manco sto con le orecchie tese, no. E' proprio che m'è capitato. Non l'ho fatto apposta. Io mi cambiavo sulla mia panca e dal separe' avanti a quello mio sento a due cristiani che promulgano le dichiarazioni d'intento circa la serata. Vi dico pure che inizialmente manco ci faccio troppo caso. E poi però proprio che ascolto, per essere sicuro ci presto proprio attenzione a 'sti pallavolisti qua avanti a me. "Se stasera quella zoccola di Vittoria non me la da' la sfreco proprio, me la faccio dare a forza e po' la mando a cacare".
Certe volte m'illumino. Tipo che improvvisamente vedo a Dio che mi dice di agire. D'altronde quello pure ci organizzo' 'nu banchetto singolare a Abramo, ma so' altre cose queste. Dio co' la luce sua mi portano davanti a 'stu pallavolista di diciottanni che, devo dire giustamente, mi guarda tipo scusa-che-cazzo-vuoi-che-mi-fissi-non-mi-pare-che-ci-conosciamo inoltre è pure nudo quindi, prima che ci pigliano pensieri ricchioneschi ci dico "Ciao sono Billy, tu non ti ricordi di me, ma sono il fratello piccolo di Vittoria". Il pallavolista vorrebbe alzarsi dalla panca. Magari per dirmi che so' cose che si dicono così, tanto per dire. E io penso, così tanto per pensare, che non ti faccio proprio alzare, da quella panca del cazzo. E infatti ci piazzo un paio di calci precisi sopra alla bocca che dopo il secondo, di calcio, quello tiene 'na bella marmellata di sangue che ci cola dal mento. "Coglione, tu ce lo tieni troppo piccolo per mia sorella!". Mi giro e me ne vado, che poi dice che il karate non serve. Chiedetecelo a 'sto cazzone se serve o no, il karate.
Io a mia sorella non ce la sopporto, e manco so' geloso epperò io so' 'na cosa e gli altri n'altra, eh.