lunedì 11 giugno 2012

Billy piccolo e la cresima

Io non tengo nessun tipo di problema con l'educazione che ci devo sempre avere rispetto per le persone che sono più grandi di me. Io tengo tredicianni. Praticamente io ci devo portare rispetto a tutti quelli che ci hanno a che fare con me.
In più, questa cosa del rispetto me l'ha insegnata nonna grande, che grande proprio non è dato che quella manco ci arriva a 130 centimetri, ma sempre grande è invece perché è la nonna di zio Luca ed è la mamma di zio Billy. A me m'è nonna a bis.
In pratica, quando nonna Vittoria mi dice che devo fare una cosa io la cosa mi conviene che la faccio, altrimenti quella, nonna, mi diluvia di mazzate con il bastone sulle ossa e sulla capa. Nonna m'ha detto che devo portare rispetto a chi è più grande di me, praticamente a tutti, e che mi devo fare la cresima. Mo' dentro al cervello mio per la cresima non ci stanno problemi.
Nemmeno voglio polemizzare sul fatto che ci credo a no a Gesù Cristo. La cresima me la faccio, che è meglio del bastone sopra alle ossa mie. Però n'amica mia, Lallona, mi fece un ragionamento un sacco di tempo fa, mi disse che Babbo Natale non esisteva. E se non esiste Babbo Natale, che pure che non esiste qualche cazzo di regalo sempre te lo porta, come fa a esistere Gesù Cristo che non dico i miracoli ma che perlomeno evitasse a qualche tragedia, no?
 Ma non ci stanno problemi, me la faccio la cresima. E' solo che per pigliarti 'sto specie di diploma di Cristo ci devi fare un percorso che poi gli devi andare a dire a uno tutte le cose tue. Ti devi confessare. Questo che si deve verbalizzare le confessioni mie, però, fa un sacco di domande che più che una confessione a me mi pare preciso uguale a un interrogatorio. Ovviamente, 'sta specie di commissario, è più grande di me, quindi mi interroga e devo pure portarci rispetto. Poi, il Tenente Colombo, quando va dal criminale per portarlo a farci venire l'esaurimento nervoso, mica che la pena gliela dà mentre l'interroga, no.
Sì, d'accordo questi la chiamano la penitenza. Ma se mentre tu, che ti devo portare rispetto, invece di registrare la mia confessione e di accontentarti delle cose che ti dico io colpevole, no tu invece vai forte sul personale e ti metti a fare domande che per me rivestono una qualche importanza di carattere intimo considerato che ti devo portare rispetto perché sei più grande, e quindi ti devo dire se mi tocco. Io potrei pure non avere problemi a risponderti. Addirittura ti potrei dire che Gesù, che me lo sono letto, non m'ha detto che non mi devo toccare per procurarmi piacere.
E non gli dico a 'sto commissario che se Gesù s'è fatto uomo mi sa che pure lui è stato piccolo come a me e quindi che di cosa parliamo. Il problema del ragionamento non è tanto che il mio cervello mi fa notare che si sono alcune cose che sarebbe meglio che me le facessi di capa mia e non come mi dice nonna.
No, voglio andare oltre.
Mi subisco l'interrogatorio invece di darti la confessione, anche se vorrei mandarti con un motorino lento lento a farti un giro in una campagna assai spersa e all'improvviso 'na muta di cani da polpaccio ti devono correre appresso da tutti e due i lati e prima ti cachi sotto e poi ti mozzicano. Ma se dopo l'interrogatorio tu mi vuoi pure dare la penitenza allora no. M'incazzo che divento il capo branco dei cani da polpaccio di prima.
E sai perché, commissario di Cristo? Perché tu la penitenza me l'hai già data che mi so' dovuto sorbire quell'accidenti d'alito tuo di morte che mi veniva addosso da tutti i buchi della grata che ci divideva per cui vatt' a lava' i denti va' va', che se pure ce lo dici a nonna grande meglio il bastone sulle ossa che le domande tue puzzolenti.