lunedì 2 luglio 2012

Cungo, Skype, il Mago Minkionis e l'oroscopo.

          "Mago Minkionis, siete in linea?" La tecnologia, che cosa meravigliosa. E' infatti grazie alla tecnologia se adesso lo schermo del mio pc tiene le sembianze dell'enorme faccione di Cungo e del suo immenso naso gibbuto, ed è grazie alla tecnologia, o dovrei dire per colpa della tecnologia, se riesco a distinguere con assoluta precisione tutti i punti neri che ci tiene sulla faccia.
          Cungo è un cetaceo che parla e cammina. Fa il farmacista. Tiene una farmacia in uno sperduto paesello con meno di duemila anime ed è venerato come a Madre Teresa di Calcutta. E' alto duecentoduecentimetri e pesa centoventuno chili. A volte si esprime in italiano corretto. E' sempre sudato ma non puzza, a differenza della totalità degli avventori della sua farmacia. Detta così pare nu mostro, no Cungo tiene il suo fascino, ve l'assicuro. Adesso sposta i riccioloni biondi dagli occhiali le cui lenti sono perennemente come il fondo della teglia di parmigiana di melanzane di tata Maddalena e dice "Allora, mago Minkionis, all'anima de li meglio muort' ca tenete, siete in linea?". Trattengo una risata e ci dico "Si buonociorno buonociorno professore, voi vi state sempre ad uccidere di fatica vedo, ecchéccà che datemi il tempo di prepararmi, ecco". La mia preparazione consiste nel mettermi in testa un lenzuolo "Dito, ditomi". Ho imparato, anche grazie al fatto di essere cresciuto con zio Billy, che i pazzi è sempre meglio assecondarli e Cungo è pazzo veramente, non è solo giocherellone, è proprio fuori di melone. Quando da Cungo arriva qualche cliente degno di menzione, Cungo mi chiama e noi ci facciamo l'oroscopo tramite Skype al dignitario. "Mannaggia professo'...ecchéccà...'a sigla!" "Mago...e ci avete ragione, la sigla sigla".


          "Allora Mago Minkionis, vi faccio parlare direttamente con la signora. Prego signora venite venite dovete mettere il mento proprio qua sopra al bancone così il Minkionis vi vede bene". La signora esegue le istruzioni di Cungo ma deve aver evidentemente preso fischi per fiaschi poiché adesso sul mio schermo vedo due immense zizze, peraltro notevolmente sudate cazza di tecnologia, e infatti sento Cungo dire "Nooo, no signora bella, il m-e-n-t-o dovete mettere sul bancone, il mento no le menne!". Non ci riesco, a ridere, perché non ci voglio credere e, soprattutto, mi devo tenere bello concentrato per farci l'oroscopo, a questa, sono nel personaggio, eh!
          "Buonociorno signora piacere di conoscervi, a voi e al vostro immenso mento". Cungo tira un urlo tipo animale della preistoria mentre la signora dice "E va bene piacere piacere".
"Quanto siete nata, solo voi, no il vostro mento che immaccino sarà cresciuto appresso dopo".
"Sto nata il 22 Luglio 1964".
"Azz, comblimendi, che semprate almeno almeno del '54, ve li portate bene, sarà forse il peso del mento". Cungo lancia di nuovo il suo richiamo animale. "Cosa volete sapere? Dell'amore o della salute o forse, del lavoro?"
"Eh ca della salut e p forza"
"Bene, tenete marito?"
"Sì sì"
"E ce lo fate contento, al marito vostro?" Sento un rumore in sottofondo, cupo e forte, tipo come se Cungo ci ha sbatutto di brutto la capa sopra al bancone della farmacia. Solo che il rumore è ripetuto. Infatti Cungo interviene "Mago, tranquillo, so' io che sto sbattendo di capa a bancone, non vi preoccupate". La faccia, paffuta e baffuta, dell'oroscopanda tiene n'espressione assai smarrita.
"Ma voi mi avete a chiedere domande della salute che c'entra marito mio".
"Come, che c'entra. C'entra c'entra. O non c'entra più, dentro a voi, marito vostro?".
"Non ci credo, sei bellissimo" sogghigna Cungo.
"Como dito?"
Sento che l'autocontrollo è sul punto di mettersi in ferie "Signora dal bel baffo, vostro marito, c'entra dentro a voi?"
"Ue ma vulisseve fa lu puorc voi, a Maco?".
"No, no che puorco. E' che tenco abbisogno di informazioni per l'oroscopata, eh".
Rumore come di uno schiaffo preciso sopra al bancone, sempre Cungo.
"Ma sono cose personali..."
"Ah ue signo' e mo' ci avete scassato il cazzo, voi ve la volete fa' st'oroscopata si o no? Io sono un Maco professionale e che ve lo credete. Voi ci avete chiesto al professore farmaceutico di oroscoparvi se non volete rispondere pigliate e andatevene affangulo, con rispetto parlando".
          Interviene Cungo "Signora, e che il Minkionis tiene ragione, quello è un mago, voi ci dovete rispondere invece state a fa la sofisticata, e mica va bene sapete. Quello oltrettutto vi oro-scopa a gratis, eh!".
L'oroscopanda adesso si gratta il mento, quello vero, e solo ora noto che tiene pure un principio di pizzetto. "Ma professo' questo che m'ha mandato affangulo?"
"Eh signo' che voi ce lo fate innervosi'" una lacrima prende a scendere silenziosamente dagli occhi dell'amico mio pazzo.
"E va bbuo' signor Maco, si mio marito se lo accomoda dentro a me ogni tanto".
"Ah. Ogni tanto. Signo' voi ce lo dovete prendervelo più spesso di ogni tanto, tipo come la medicina, due volte al giorno. Anche se per vostro marito immagino dev'essere tipo 'na purga".
Ancora gli animali di Cungo che cantano.
"Eh, va bbuo. Io so' risposta mo' mi volete di' della salute".
"Signo' ma voi un po' pure da sola ve lo date un poco di piacere. Ve la andate a visità la patonza vostra?"
Un boato. Poi vedo riemergere Cungo alle spalle della signora e capisco che si sta rialzando dopo essere rumorosamente caduto.
"Ma chisto è fissato però, prufesso'!".
"E voi rispondeteci per favore, che vi dico la verità so' curioso anch'io di sape' della patonza vostra".
"Mah..."
"Signo' che non vi dovete avvergognarvi, mica ce lo diciamo a nessuno"
"Ma so' cose d'intimità..."
"Rispondete signo' presto, prima che viene gente..." Cungo mo' a me mi pare proprio nu tantino eccitato.
"Be, che nu poco..." e si lecca il baffo.
"Sì ma come?"
"Ecchevuoldì, come?"
"Come ci andate a fare visita alla patonza vostra e dove? E quando ce l'avete visitata l'ultima volta?"
"Sì sì, so' informazioni importanti" dice Cungo che a me mo' mi pare preciso come nu posseduto.
"Ma...che ero...ieri appomeriggio...dentro all'orto mio...m'aggio cuolto a 'na malanzana e che me la so' schiaffata tutta precisa p'inda alla cosa mia". Crolla lo stadio.
"Marronna mia  Maronna mia, signo' ma voi siete 'na pornostar!". A quest'urlo di Cungo la mia professionalità m'abbandona, scoppio a piangere e stacco Skype.