venerdì 6 luglio 2012

Billy piccolo e la pubblicità.

          Gente, che prima di tutto vi voglio dire che a me, di parlare, di dire quello che ci tengo dentro al cervello, ma che mica me ne intrippa poi più di tanto. E' che ci sono certe cose che, parlando a voi gente con tutto il rispetto che vi porto, che proprio mi stanno sopra a il cazzo.
Il fatto che tengo tredicianni e devo porta' rispetto a praticamente tutto il mondo e mica comunque vuol dire né che so' scemo né che non mi porto appresso le mie opinioni. E certe opinioni le tengo precise. E ve le devo sbattere sopra alla faccia come a 'na palata.
         Fa' caldo. E capirai che scuppone, azz e che notizia. Siamo a Luglio, Santo Giuda e che vorrei vedere, e grazie a tutti i ciucci della terra che fa caldo. La notizia forse era se ci stava un qualche metro di neve da sopra ai marciapiedi, ma neve non ce ne sta perché siamo a Luglio e a Luglio fa caldo. Questo già ci dà una fila di tir di cose da capire. Ma ci bitumo sopra ai giornalisti che non vi voglio sparlare di loro. Voglio parlare del caldo e delle conseguenze che il caldo ci tsunama addosso. Anche quando fa caldo la gente deve fare quello che si fa pure quando fa freddo, mica ci vuole n'intelligenza superiore per certi postulati. 
         Epperò, mannaggia a quelle grandissime escort delle mamme della gente pubblicitaria. 
Le conseguenze del caldo sono tutta colpa della gente della pubblicità.  
E vi parlo con una certa precisione. Lasciamo stare la casa mia. Questo è 'no zoo che non può fare testo. E' per questo che mi sono fatto il giro di tutte le diavole delle case che mi potevo girà di prima mattina. So' stato a casa di Lallona, a casa di Barbara, da Silvia, da Gloria, dentro alla casa di Sergio, mi sono infrattato dentro alla casa di Cungo, vabbè, a pensarci Cungo manco testo fa, ho fatto il sondaggista dentro nelle case a prima mattina quando che è il momento della prima colazione, da Monichetta, da Alessandra, nelle case di Filomena e pure di Michele e di Luigi. Ve la faccio breve, volevo farvi capire che il sondaggio me lo sono fatto come si deve mica come agli exit poll. Lo spread tra la realtà e la pubblicità fa sembra' che quello nostro coi titoli tedeschi è favorevole a noi! 
Gente pubblicitaria, dove papagno ve le siete viste a quelle famiglie degli spot di tutte le vostre sorelle? Certe mamme tutte bone, truccate e gentili. Tra le mamme della pubblicità manco una che urla, che ti tira 'na cosa appresso. Tutto pulito. Il paparino bello pronto con la cravattina e con un bellissimo sorriso da primo ministro della Beozia si addenta la sua merendina, gnam gnam, felici si va a lavorare. Nessuno che rovescia il caffé, si tace di accoltellamenti tra fratelli, occhiaie e, soprattutto, manco nu cristiano con gli occhiali, manco uno! Certi lavandini e certe cucine come a vetrine di Via Montenapoleone.
Gente, ce lo dovete capire che le persone pubblicitarie sparano elefantiache minchiate.
      E che c'entra col caldo? Azz, e voi non ce la sentita la puzza di cane bagnato dentro alla metropolitana? Negli uffici? Quando al supermercato quello in fila davanti a voi muove le braccine che piglia la merce dal carrello e la mette sul nastro trasportatore, eh, eh, mo' m'avete capito, sì. Che venite investiti da quelle zaffatone calde di brodo, bello eh. 
          La colpa è della gente pubblicitaria.
Il deodorante vi mantiene freschi per 48 ore, ma vafangul, va va!
Vi dovete lavare, poi vi mettete il deodorante, ma al pomeriggio, sentite a me, che datevi n'altra sciacquatina, il deodorante non ce le dura 48 ore, cazzo. Non ce la dovete credere alla gente pubblicitaria!