mercoledì 11 luglio 2012

Zio Billy, l'amore e internet. PRIMA PARTE.

          "Lucooooo, Luco scenti". Il cervello di tata Maddalena non concepisce che un maschio possa averci la finale al femminile, potrei essere un Consuelo ma non Luca, no, per Maddalena, da quarantasei anni e passa io sono Luco. Comunque scendo, inutile aprire un'altra parentesi circa l'uso delle consonanti della tata.

          Arrivo in cucina e capisco che qualcosa d'insolito c'è. Noto infatti l'assenza delle maruffe rosariatrici  e, soprattutto, teleternità tiene un volume quasi a zero! La faccenda è seria.
Ci stanno tutti. Vittoria piccola, al solito, riesce in più imprese contemporaneamente, che già una basterebbe. Infatti un improbabile smalto verde pisello fluo viene steso da mia nipote sulle unghie dei suoi piedi mentre conversa al telefono e fa colazione con cosa manco lo voglio sapere. Billy piccolo vorrebbe che nonna Vittoria si prestasse a fargli da sparring partner per provare alcune nuove mosse di tae kwon do ma nonna Lee stamane tiene la faccia preoccupata assai. La cana guarda implorante Maddalena nella speranza, vana, che qualcuna di quelle enormi orecchie d'elefante, prima di diventare cotoletta, possa esserle lanciata.

          "Vi devo parlare". L'annuncio di zio Billy è dato mentre lo speaker che l'ha proferito passeggia a lunghe falcate in questo enorme laboratorio di neuroni fallati che è la cucina di casa mia. Manco tengo la forza di prendere un bel respiro. Il tono di zio Billy è quello di quando ci annunciò di aver cambiato idea circa il testamento. E' probabile che Vittoria piccola la pensi come me poiché ha bruscamente interrotto la sua conversazione telefonica. Ha paura che zio voglia nuovamente nominare unica erede una nota maitresse parigina. "Siedi, siediti coglione". E come rifiutare un così gentile invito vieppiù recapitatomi a voce da una bouganvìllea. Sì poiché lo zietto oggi tiene un abito color glicine con ampi revers a lancia, gilet basso doppiopetto, camicia a larghe righe celesti e viola dov'è perfettamente annodata una cravatta rossa con piccoli fiorellini verdi e marroni, per gemelli due grandi smeraldi verdi a forma d'edera sormontati da brillanti, le immancabili scarpe bicolori in vitello marrone e cotone cordura. Se si spalla alla parete ci mancano solo le lucertole ed è preciso a 'na cazza di bouganvìllea.

          "Avrete notato che da qualche settimana passo molto tempo su internet, che poi io l'avrei chiamata milannet, ma so' altri discorsi".
"Nonno, cavolo che l'ho notato so' settimane che i miei amici di feisbbuk si lamentano..."
"Ma statti zitta, che ci dai la amicizia alle genti e poi te l'incroci per strada e nemmanco ce le saluti...". Le palme delle mani aperte di zio Billy mettono fine all'inizio delle ostilità dei ragazzi, mentre mi convinco sempre più che sta per arrivare una qualche onda anomala poiché 'na battuta triste come a quella del milan, da zio Billy, proprio...

          "Sono innamorato!" Ma mannaggia a tutte le escort di questa cazza di terra, ecco che t'ha potuto dire zio Billy. Nonna Vittoria crolla in ginocchio a terra e alterna convulsi  segni della croce a genuflessioni lamentose a braccia stese in avanti "Ohimmé ohimmé, Maronna bella, disgrazzia, maledizione, fiuuum' d sangh, maaaar d' sangh, oceaaan d' sangh". Ecco, oltre gli oceani non si può andare. Billy piccolo piange. Vittoria, con il capo inclinato in una innaturale posizione, tiene la tipica espressione di chi si accinge alla risoluzione di uno di quei terrificanti problemi matematici dove il contadino s'avvia al mercato con dodici uova, una mucca e tre asini, e quanto tempo impiegherà considerando che dovrà fermarsi per far mangiare l'asino e vendere le uova con il cui ricavato e...ma vafangul, va va!

           Zio Billy è innamorato. Questa è la notizia. A settantasettanni. Adesso la cucina di casa mia è in un universo parallelo, roba altra. Mi giro, che potrebbe essere arrivato Hauer a dirmi che lui ci ha visto cose che noi umani e così io ci dico d'andare a farselo sfondare che le cose che ci ho visto io da dentro a 'sta casa va' va' Roy Batty bello, va'.

          La bouganvìllea prosegue "da qualche tempo ciatto in rete con un'incredibile fanciulla la cui grazia e bellezza non sono alla portata della vostra comprensione. Il suo modo di parlare, di accavallare le lunghe e meravigliose gambe, la sua gestualità, quel vezzo di spostar le ciocche di capelli dagli occhi mentre parla, una esse pronunciata in maniera così strana da essere non meno che irresistibile, lunghe dita affusolate, labbra carnose e occhi intelligenti prima ancor che meravigliosi". La faccia di mio zio sembra 'na cazza di Doris Day che naviga serena nell'irrealtà mentre non s'è accorta che tutte le fogne della terra so' esplose!

          "Gesù San Giuseppe e Madonna Maria mia, manco della Lorén, manco alla Lorén ce la parlava accussì". Il disperato tono dell'intervento di Maddalena contraddice il suo fare alquanto falegnamesco nel mentre prosegue nella sua mission, quella di preparare le più immense cotolette mai preparate.

          "Maddale', primo si dice Loren e no Lorén e, secondo, soprattutto, pensa al secondo ovvero fatti le cotolette tue...e, zio, ma perché, tu e la Loren..."

          "Eeeeeh, figliaruzzo bello mio, e che ne sai e che ne sai, quella la signora Loren ne ha versate di lacrime appresso a 'sto figlio mio".  Ecco fatto, nonna Vittoria sputtana pure alla Sofia nazionale.

          L'enorme punto interrogativo che m'è spuntato in fronte è adesso puntato a spot sugli occhi di zio Billy che dice "Sì, roba di gioventù. Come ti ho taciuto pure della signora Ekberg e della signora Carrà..."
          "E vabbuò, e delle Kessler no..."
          "...non tutt'e due, no. Solo Alice...".
Padre Pio, Giove, Thor e l' Uomo Ragno.
         "...non te l'ho mai detto ché forse un galantuomo va' in giro a parlar di donne? Quante volte t'ho detto che c'è chi parla di donne, e so' la maggioranza, e chi invece parla alle donne? E allora, via via. Stiamo sul pezzo, ragazzi".


          "Nonno ma è una notizia bellissima..." Ecco l'Imperatrice della Galassia delle Cretine, mia nipote Vittoria "Vero, nonno, vero. E verrà a vivere con noi, qui?" Ah-ha, poteva mica tacere, il Re della Beozia, Billy piccolo.

          Mi inserisco da dietro nella conversazione tipo come a un tackle di Benetti "Eccerto, qua posto ce n'è mica siamo abbastanza, speriamo anzi che tiene un bel cagnolino pure lei, eh?". Quando le battute, anche se in un momento drammatico, non vengono raccolte m'incazzo forte. "No, no, ha quattro gatti". Tutti gli Apostoli di Gesù Cristo "Un miliardo e seicento milioni di risposte altre potevi darmi, zio, e mi dici che ci ha quattro gatti? Ma che cazzo...". La bouganvìllea viene fortemente scossa dal vento "Come ti permetti codesto tono e linguaggio, eh? Ti ricordo che questa è casa mia!". "Veramente, tesoro bello puro e santo, questa è casa mia". La visurista, nonna Vittoria, ipocatastalicamente puntualizza.
          Il crotalo dormiente nel cervello della piccola Vittoria si desta "Ma nonno, quanti anni ha? Dove vive? E' zitella o vedova? Lavora? Ha figli?".

          E' un sogno. Una donna, apparentemente sana di mente, che ancora, a 103 anni, si ostina a chiamare suo figlio, un debosciato di 77 anni, tesoro puro e santo, il quale figlio ha appena reso noto a questa comune iponeuronica e schizzata di essersi innamorato su internet nel mentre si scopre che anni fa, il debosciato di cui sopra, ha avuto una storia con la Loren e la Ekberg e la Car..., no. E che m'incazzo a fare, è un sogno.

          "Piccolina mia, non sono in possesso di molte delle informazioni che tu vorresti...".
A Piedi Nudi Nel Parco, il tecnico dei telefoni, la faccia del tecnico dei telefoni quando Redford chiede a Fonda se c'è una birra in casa, quella faccia è adesso la mia stessa faccia.
          "Dovrebbe avere sui quarantanni, scrive favole ed è pure piuttosto apprezzata. So con ceretezza che ha tre o quattro gatti. Non ho ancora capito se è sposata nè so' con precisione dove vive. Dettagli per lo più ininfluenti". I farmaci non sarebbero sufficienti, avrei dovuto collegarmi con Cungo. Questa era da registrare.

           "Gentilmente, posso avere l'ardire di porre qualche domanda di tipo pratico?".
           "T'è concesso, sì. Ma presta attenzione a tono e linguaggio, coglione". Ecco.
         "Sorvolo sulla differenza d'eta. Avere il doppio degli anni della fortunata ti pone in una posizione privilegiata. Non sono sicuro di aver ben compreso. Dunque, tu la signora in questione hai avuto la fortuna di incontrarla fisicamente qualche volta?"
          "No, te l'ho detto. Internet."
          "Nonno, ma vi vedete pure in video?..."
          "...ma ci avete gl'indirizzi mail, o solo chat, e dove? Tu feisbbuk non ce lo sopporti, su Google+?"
          "...che strafigata super iper figa! Romanticissima, da botto!"
          "Ma che signorino 'nce l'avete avuta invitata di per il pranzo a mangiarla?"
          "Figliaruzzo santo, ma mica le hai chiesto di sposarti evvero?"
Stai a vedere che qua il pazzo so' io. "La cosa che mi preoccupa, e pure assai, è che in ognuno di voi ci sta un po' dello stesso sangue mio. Dico, vi rendete conto di che papagna di roba stiamo a parla'? D'un vecchio che s'è innamorato di 'na foto?"
          "No, no. Ho visto un bellissimo filmato su internet. C'è la mia adorata che parla per ben più di due minuti. Il video dura due minuti e nove secondi, per la precisione". E lo dice con la stessa espressione di seria e lucida follia che tiene Monti.
          "Cristo Manitù e Giove. Ti sei innamorato d'un video?".
          "Santissima pazienza, ma no. T'ho detto che ci ho ciattato."
Così come stanno tutti quanti, cana compresa, li vorrei mettere precisi dove mo' Maddalena si mette alle cotolette. A friggere dentro all'olio bollente. E zio Billy tiene la faccia di quando è in procinto di lanciarsi in una delle sue memorabili filippiche.


           FINE PRIMA PARTE - SEGUE.