giovedì 6 dicembre 2012

Dove Sei?



          Non ho ancora capito se è il telefono che suona sempre quando non dovrebbe o se sono io che faccio sempre qualcosa che non dovrei fare quando suona il telefono.

         Di sicuro il telefono suona sempre, sempre. Va be' diciamo pure che io spesso faccio qualcosa che non dovrei fare, ecco.

          Fatto sta che il display del cellulare è illuminato ed in preda a scosse sussultorie mi comunica che Dove Sei? mi sta chiamando, tanto per cambiare.

          Ho memorizzato così il suo nome, Dove Sei? che tanto mica mi dice ciao, o pronto, no. Dove Sei?

          Siccome è la settima scossa ravvicinata, arrivano telefonate a tipo sciame sismico, mi tolgo dalla bocca 'sto coso e rispondo:

"Dimmi".
"Dove sei?".
"Dimmi".
"Che è, non lo sentivi? Dove sei, eh?".
"Dimmi".
"Dove sei?" Stavolta urlato bello forte assai.
"Non è aria, di' che c'è?".
"Ti rendi conto che sono le nove, dove cazzo sei. Che cazzo fai?".
"Sto venendo, non è aria" E riattacco, tanto da mo' che i sensi di colpa non mi fanno più nessun effetto.

          E con maggior foga e solerzia mi rimetto in bocca quell'affare maestoso e durissimo che poco fa avevo abbandonato e faccio rapidamente godere l'ennesimo rattuso di turno del mio ufficio. Lo so, ho detto una bugia a mio marito avrei dovuto dire sta venendo, ma tant'è.

          Insomma, sono una grande zoccola. Ovviamente bugiarda. Che poi, le bugie quelle ce le dico solo a mio marito, che è l'unico a non sapere di tutte 'ste bugie. Perlomeno, lui è proprio che ci vuole credere alle cose che ci dico.

          Io ci voglio pure bene, e mi dispiace quando quello co' la faccia del merluzzo bollito mi chiede se l'ho mai tradito. Tesoro mio, fissi quattro giorni alla settimana, ma tu sei l'unico che non lo sa. Quindi, tutto sommato mica mi posso considerare una bugiarda, magari una zoccola ma no una bugiarda.

          Riesco a portare avanti una famiglia da più di dieci anni ormai, nel senso che cucino lavo e stiro e faccio la spesa. Mi so' cresciuta praticamente da sola a una figlia che però non è espansiva come me. Tiene ventanni, è grande ed è fidanzata da quando aveva quattordicianni co' Girolamo. Nu babbione, ma tanto a me che ora tengo trentasettanni così giovani non mi piacciono.

          Il mio range è praticamente lo spread della mia età, mi trombo a chiunque chiede di trombarmi tra quelli che tengono un'età compresa tra i venticinque e i sessantacinque anni. No, non ci pensate. Non sono una ninfomane. Mica ho mai fatto schifezze, tipo orge. Cioè una volta sola che la mia collega che è poi pure l'amica mia del cuore ovvero quella che ci forniamo gli alibi a vicenda, una volta è stata invitata a una festa un po' strana e siamo finite dentro a una camera dove stavano tutti nudi. Eravamo tipo in nove ma non è che mi sia piaciuto assai.

         Mio marito tiene un sacco di sospetti, però non mi ha mai seguita e nemmeno mi ha mai picchiata.  Mi urla appresso come a un posseduto, mi dice certe parolacce che manco ve lo voglio di', però la sera sempre a letto assieme ce ne andiamo.

         E poi so' pure abbastanza corretta, co' lui l'amore lo faccio solo quando non l'ho fatto con qualcun altro prima. E' vero, io e mio marito non facciamo spesso all'amore.

         Mia figlia ogni tanto fa domande strane, mi fa capire che ha capito ma la gestisco.

         Il fatto è che io sto sempre fuori di casa e passo sette ore al giorno in ufficio, delle quali sette almeno due e mezza dentro a tutti i bar della zona. Perché se uno mi vuole offrire un caffè io non ci riesco a dirgli di no soprattutto quando me lo chiede guardandomi nella scollatura e siccome tengo forte all'allergia alla lana pure Ray Charles riuscirebbe a vedermi i capezzoli perché uso solo reggiseni a balconcino. E una volta al caffè è impossibile non capire che so' assai facile come tipo dal momento che uso solo gonne al ginocchio e sotto alle gonne mi metto le autoreggenti e si vede che uso le autoreggenti e quindi l'offritore del caffè che già stava arrapato assai quando m'ha chiesto se mi poteva offrire un caffè e poi l'arrapamento è diventato ingombrante e ben visibile quando ci ho detto di sì, ecco è facile intuire come sta messo là sotto quando vede che tengo le autoreggenti che nei cessi o nell' auto risultano assai comode.

          Certo, siamo in una città di provincia e tutti sanno che sono una zoccola grossa grossa. Ma mio marito ancora non è sicuro.

           Non è che sono sempre stata zoccola, no. E' iniziato che reclamavo gli spazi miei. La mia libertà. Ho iniziato a uscire da sola. Un caffè, poi la pizza, ogni tanto 'na cena. Prima solo con le amiche. Poi gli spazi me li so' andata a riempire bene bene. Quindi non ero una zoccola però adesso lo sono e mi piace. Mi piace quando gli uomini mi guardano. Mi piace quando mi fanno capire che mi desiderano. E in quel momento io tengo tutto il potere del mondo sopra a loro.

           Insomma, mi piace piacere e regalare piacere mi piace. Ora che ci penso non ci ho mai detto no a nessuno, che molti manco ce l'hanno il coraggio di chiedere e certo io non ho mai chiesto. E ci mancherebbe.

          Una volta mio marito m'ha beccato mentre il rattusone di turno mi riportava in ufficio. Mi disse che mi aveva visto. Gli risposi ma cosa hai visto. Ho visto che scendevi da una macchina, e si vedevano le autoreggenti. Sì, a mio marito non ci manca il senso dell'umorismo. Io ho risposto che aveva visto che scendevo da una macchina, e allora? Allora mi hai fatto le corna, chi è? Ecco, qua si potrebbe aprire pure un convegno dal titolo Chi E' e non Perché Mi Hai Tradito? Facciamola breve, l'ho guardato negli occhi, gli ho fatto una carezza e gli ho detto che non potrei mai tradirlo perché lo amo. Quello m'ha sorriso che pareva il sole il primo giorno che appare nelle regioni del nord del globo dopo mesi di buio. E fine della faccenda. E non ho mentito, perché io a mio marito è vero che lo amo.

          Ma è troppo bello vedere a tutti 'sti poveri deficienti che si credono dei gran fichi e vengono a fare gli stupidi con me. Per correttezza mica accetto regali, no. Basta un caffè, seguo il preliminare sulla corruzione dentro ai pubblici uffici, niente regalie. E mi diverto assai quando mi nego a quello che è convinto di potermi avere solo perché m'ha avuta l'amichetto suo, che deficienti.

          Però, mi piace che piaccio. Assai.

          Ecco, adesso arriva n'altra scossa di terremoto, meglio rispondere.
"Dimmi".
"Dove sei?".
"Sono praticamente sotto casa".
"T'aspetto sotto al portone".
"Perché?".
"Dobbiamo parlare".
"Sei scemo? Parliamo a casa". Click.
          Ha riattaccato.

          Tengo paura. Non ha mai fatto così. E poi mi ha detto che non dovevo salire a casa, è pure casa mia. Manco mio padre mi diceva quello che dovevo o non dovevo fare, non scherziamo. I miei spazi so' sacri e pure i miei buchi e io riempio i miei spazi e i miei buchi come meglio credo. E se ha scoperto? Ma cosa, poi. Qualcuno gli ha parlato? No, so' cose che non si dicono mai al diretto interessato, secoli di proverbi lo testimoniano. Tutti i suoi amici lo sanno ma siccome tutti i suoi amici mi vorrebbero portare a letto ecco che la speranza di riuscirci, prima  o poi, li frena e niente dicono al loro caro amico. Mi gira la testa, che vorrà mai.

           Eccolo, sempre preciso. Elegante, nel vestire e nel portamento. E' appoggiato con le spalle al portone. Sembra che gli anni per lui non passino. Ha il viso d'un ragazzo. E' dolce la sua espressione, come sempre. In fondo faccio bene a volergli bene, è un uomo buono. E bontà e ironia sono forme d'intelligenza superiore. Mio marito.

"Ma che fai qua sotto, saliamo".
"Me ne vado. Ti lascio. Buona fortuna".
"Ma che di.....".

             Se n'è andato, non mi ha nemmeno dato il tempo di chiedergli perché.