lunedì 12 novembre 2012

Zio Billy, Il Miracolo E I Potenti


     
          Sono impalato davanti a zio Billy e tengo la precisa espressione d'intelligenza d'un merluzzo appena pescato, sto pure co' tanto di bocca aperta perché non riesco a trovare una spiegazione logica per il tempo che zio Billy sta impiegando a scegliere tra due abiti praticamente identici, mi dovete credere so' uguali, davvero.

"Sderenato d'un decerebrato e stracafone inadeguato con lo stesso sangue mio, cancella dal tuo volto st'espressione scrotale. Ormai hai cinquantanni e purtroppo ho fallito, non sono riuscito a trasmetterti il gene dell'eleganza, peggio per te. Il glen check, volgarmente definito dai più principe di galles, non è solo grigio. Hai davanti a te due abiti di pregevole fattura entrambi con fondo castagna finestrati di bordeaux e azzurro ma..." 
          E qui lo zietto di settantasettanni si produce in una delle sue proverbiali pause gassmaniane, due dita della mano sinistra poggiate sulla tempia sinistra, mento in alto, testa all'indietro, braccio destro proteso in avanti e palmo della mano destra aperta, un leggero sbuffo, mi guarda con disgusto e rabbia gli suscito lo stesso moto empatico che produce un cazzo di rappresentante di medicinali che entra prima di te dal medico mentre tu sei lì che aspetti da tre quarti d'ora e quello, vestito come un becchino e con la faccia che solo loro tengono, ti precede e ti guarda pronto pure a sfotterti, vafangul a loro, dunque lo zio  prosegue:
"...uno ha doppio rigo verde e l'altro senape, e sono indeciso su quale indossare, coglione!".

          Posa i due abiti, che credetemi so' identici altro che senape e verde, e si dirige alla libreria da dove sceglie un Lp e come posseduto dall'estasi posa sul piatto il vinile e con la pazienza di uno di quei malati di mente che si costruiscono un modellino navale, sì sì, di quelli a uscite settimanali, tipo centotrentaquattro fascicoli, che mi chiedo ma 'ste raccolte davvero c'è qualche umano che ogni settimana, per centotrentaquattro settimane, se ne va all'edicola e si compra il suo fascicolo, e distratto da 'sti pensieri adesso vengo colpito dalle note del disco che zio Billy s'è scelto February Sun di Manu Katché da Neighbourhood, una vera delizia seguita poi da No Rush caratterizzata da altrettanto lirismo ma l'idillio, ovviamente, non poteva durare. 
           Infatti, un messaggio sul cellulare mi invita a collegarmi con urgenza, anche se ovviamente con terminologia alquanto differente, con Cungo, lo smelonato farmacista.

"Mago Minkionis, teniamo bisogno della vostra illuminata consulenza...presto!". Così esordisce il faccione di Cungo quando mi collego tramite computer con la sua farmacia, e poi in un bisbiglio aggiunge 
"Sì preciso come a  nu coglione! E' dieci minuti che aspetto, qua teniamo 'na roba di fantascienza".

          Che bello, sono inondato di stima, fiumi di stima, in due, in due minuti, m'hanno dato del coglione.

 Vengo sopraffatto dal terrore e no dalla curiosità perché se Cungo, noto malato di mente, parla di roba da fantascienza la faccenda è seria, ancora è troppo vivo il ricordo di quello che è stato capace di fare sopra alla barca di Lipparella (vedi post del 27 Agosto Zio Billy Il Panfilo Aluvostro E La Festa Di Ferragosto, e 2 Luglio Cungo E Il Mago Minkionis e 23 Luglio Cungo In Pizzeria) .

"Preco, preco, ditomi a tutto".
"Grande maco, vi faccio spiegare alla problematica dalla diretta interessata, avvicinatevi al bancone signora, venite venite e parlate dentro al computer".
"Ma che mi fate apparlare co' nu compiutro?".
"Sì signora il compiutro vi collega con il mago, venite, avvicinatevi, non vi preoccupate".

            Adesso lo schermo è occupato da una donna con quattro menti, su ognuno dei quali trionfa un grosso neo ciascuno con tre lunghi peli ramati ricurvi alla fine, insomma 'sti menti so' come all'oceano   i nei so' le maldive e quegli schifi di peli paiono gli alberelli,  la signora, 'na damigiana, s'apre in un sorriso e fa mostra d'una dentatura caratterizzata da lunghi intervalli neri.

"Ascoltatelo Maco Minchione...".
"Signo' minchione 'sto ciuccio, Minkionis...no Minchione, eh!".
Zio Billy incuriosito s'avvicina, la paura sale.
"Scusatemelo, maco Minkias".
Sullo sfondo s'intravede a Cungo che balla come a Psy il gangnam style.
"Signo' e qua minkias e minkias...Minkionis, la minkias beh...andiamo avanti".
"Vabbuo'... MACO... cussì ce lo tranquilliamo, allora come che ve lo addispiecavo allo supremo professo' farmaceutico noi atteniamo una famiglia ricolma di problematicità assistenziali di salute malata che tipo ci sta cognatemo che è affettato di alisi...". Cungo, tamponandosi le lacrime con un fazzoletto di carta, ritiene d'intervenire.
"Maco, ve lo siete visto ascoltantovetelo come si appadroneggia di forbitissimo linguaggio espressionistico, alla signora, ah?"
"Signo' ho capito bene, vostro cognato è malato di alisi?"
"Sì, sì, ma io vi sono arrivoltami addentro di voi che tenco io uno problema malativo ma che ora ha guarigione per di cui mi abbisogna la carta medica della diagnosticanza intorno alla malattia che in pratica io teneva una lernia e mo' apperò la lernia s'ha miracolata e ci devo portare le cartelle medicative allo vescovo che poi quello me le deve inviarle a Roma che ce le addevono sottopostare al benedettissimo santissimo Papa nostro che deve dichiararlo il miracolo e me medesima come persona miracolata dalla lernia che prima c'era, quanto a nu melone, e mo' non ci sta più, la lernia".

          Ho voglia di bere, zio Billy, che nel frattempo ha optato per l'abito senape, dice che il momento richiederebbe i Defunkt e no Manu Katché, dallo schermo del pc vedo Cungo che sussulta e rossissimo in volto fa fatica a trattenere le lacrime.

"In pratica..." Interviene quel malato mentale "...Voi, Maco, dovete intercedere presso l'Ospedale per avere la cartella clinica della signora. Ora la mia idea sarebbe che Vostro zio potrebbe accompagnare la gentile damigiana pizzodotata..."
"Prufessoro farmaceutico come siete galantico"
"...da quel comune amico per la documentazione necessaria a certificare l'avvenuto miracolo".
"Signora sarà per me un piacere e un onore accompagnarla a ritirare la cartella clinica, e chi se lo perde questo evento di portata mondiale! Solo un'informazione, l'appuntamento col vescovo l'avete già preso?". Il principe di Galles castagna finestrato bordeaux e azzurro con righino senape si produce pure in un inchino.
"Certamente che lo sono appuntata con il vescovo, timano appomeriggio quello eccelenza si aspetta a me persona. Se per lo avvero che ce lo  accompagnate a me persona vedovata vi aggrazzio tandissimo signore eterno".
"Eh no signo' domani è giorno di riposo per la farmacia e vi accompagno anch'io, ci mancherebbe!".

          Il collegamento s'interrompe, sul viso di zio Billy compare una smorfia diabolica mentre mi dice
"Interessante signora codesta damigiana, quanto poi alla alisi, malato di alisi, è una meraviglia".

          Credo che domani verranno le televisioni. Non ci voglio chiedere a zio Billy se tiene intenzione di accompagnare la signora anche dal vescovo, oltre che all'ufficio cartelle cliniche.

          Zio Billy, per l'occasione, si veste con un completo di velluto viola, liscio, camicia bianca con cravatta in cashmere celeste e due enormi gemelli in corallo.
        Scusate le continue digressioni, ma questa va raccontata con una certa enfasi, tipo che ci vorrebbe il grassetto, nu bello evidenziatore. Dunque, volevo descrivervi i gemelli che oggi s'è messo zio Billy. Sono ovviamente fuori misura, in pratica non si può non notarli. So' grandi e immagino pure costosi, so' pesanti, tipo di corallo massiccio, pieno, il corallo d'una volta. Oltre che grandi e costosi e pesanti, ecco, la particolarità di 'sti gemelli è la forma.
      So' a forma di cazzo. Questo s'è messo due enormi gemelli rosso vivo, in corallo, a forma di cazzo!

 Purtroppo ci viene a prendere il fidato Isuccio col padrone suo, il miliardario balbuziente in carrozzella  Procopio Alvaro Lipparella, sono venuti con un immenso monovolume nero con i vetri oscurati tipo film americano e io tengo un bruttissimo presentimento.

          Arrivati in ospedale ci accorgiamo che c'è qualcosa che non va. Troppa confusione, troppe macchine, troppa gente. Insomma, troppo.

"Non può sostare qui", il maldestro e quanto mai inopportuno tentativo d'una bella femmina vestita da vigile urbano che vorrebbe impedirci di sostare davanti all'ingresso principale dell'ospedale.
"Se non fosse per l'enorme disgrazia con la quale quotidianamente siamo costretti a fare i conti in virtù del dramma che ha colpito il mio sfortunatissimo amico, sarei davvero tentato d'obbedirle meraviglia d'una fanciulla, ma senz'altro posso pregarla di concedermi il piacere d'offrirle un caffè o qualunque altra cosa di cui lei avvertisse la necessità, anche ore d'amore, mia cara".  E mentre questo dice, il vegliardo acchiappa repentino la mano della bella vigilessa, le sfila il guanto e se l'accompagna dolcemente alle labbra mentre con l'altra mano, uggesù uggesù, s'appoggia sul sedere del pubblico ufficiale.

           E' pazzo. Zio Billy è pazzo. E ci arrestano.

"Mi dispiace ma sono in servizio, però smonto alle 14 e sarà per me un piacere prendere un aperitivo con lei, signore". Le molestie sessuali sono un'invenzione. Zio Billy ancora palpeggia e la vigilessa non batte ciglio, mentre un tuttofare muto, Isuccio, un handicappato miliardario , Procopio, un farmacista malato di mente, Cungo, un'aspirante miracolata, la pizzodotata damigiana, aspettano come in una reclame d'un film di mafiosi, tutti a braccia conserte, all'ingresso dell'ospedale.

          Zio Billy bacia i capelli della regolatrice del traffico e ci raggiunge col passo fricchettone d'Obama. Tiene settantasettanni 'sto ciuccio di playboy.

"E complimenti per i suoi meravigliosi gemelli, gentile ammiraglio Billy". Avete capito che ci urla appresso a zio Billy la vigiloccola, la vigilessa nu poco zoccola.

          Entriamo e siamo come tuffati in un mare di gente, un mare proprio grosso di gente, un oceano di gente. E l'oceano è pure agitato, assai. Solo che credo non si sentano le puzze di brodo e di cipolla e di aglio e di sebo unto e le grida tipo di un suk quando che stai in mezzo all'oceano agitato, credo.

          Ma Isuccio è preciso Mosè. 'Sto muto divide le acque e ci crea un passaggio e così siamo al cospetto dell'ufficio amministrazione, zio Billy s'odora il polso.
"Blenheim Bouquet è certo meglio della flora che ci circonda, figliolo". E quello s'odora il polso e io ci guardo il polso, dove trionfa n'enorme cazzo di corallo, mannaggia mannaggia.

           A quanto pare oggi c'è l'inaugurazione di un nuovo padiglione e ci sono tutte le facce da lei non sa chi sono io del pianeta, il milanista display dice in rosso su fondo nero che è il turno del numero 64, siamo fortunati poiché noi abbiamo il 67 e mentre mi concentro sulla scollatura certamente fuori luogo della signora addetta allo sportello ecco giungere alle mie orecchie, ma anche a quelle di tutti gli altri con l'eccezione di Isuccio, una di quella frasi che credevo cadute in disgrazia, e invece:
"Lei non sa chi sono io".
"Credo invece di saperlo, lei è uno che alza troppo la voce".
"Lei non sa chi sono io".
"Le ripeto, lei è un maleducato che alza troppo la voce".
"No, lei non sa chi sono io".
"Deve prendere il numero dall'elimina code".
"No, lei non sa chi sono io, e lei non ha il cartellino, dov'è il suo cartellino".
"Deve prendere il numero, dov'è il numero?".

           Io spero proprio che questa il cartellino non se lo mette altrimenti copre le tette, almeno una.

"Lei non ha il cartellino, le faccio passare i guai, puttana!".

          Ooops, la faccenda si fa interessante al punto che Isuccio si avvicina al desk, mentre Procopio dondola la capa guardando a zio Billy che si liscia la cravatta. La damigiana è muta.

"Lei non ha preso il numero, coglione!". Aleeeè!
"L'ho preso, m'è caduto. Lei non ha il cartellino".
"Ce l'ho, m'è caduto".
"Adesso le faccio vedere io, puttana" e sbatte forte forte le mani a palme aperte sopra il vetro divisorio che fortunatamente per tette belle non cede. E Mr. lei non sa chi sono io se ne va furente commettendo l'errore di urtare assai maldestramente la carrozzella del megamiliardario amico nostro. Isuccio pare a Tarzan, tipo Tarzan, che centocinquantaquattrocentimetri so' pochi per essere Tarzan, e fa per lanciarsi sopra a quel galantuomo ma inspiegabilmente Procopio lo blocca con un semplice gesto del capo.
"Bravo Proco', mo' mi sa che ci divertiamo. Gentile damigiana prego, venga che chiediamo la sua cartella".

          Subito m'offro di aiutare la damigiana, zio Billy scuote la capa e mi lascia fare e io ingenuamente, faccio.
"Buongiorno gentile signora avremmo bisogno della cartella clinica..."
"Senta non è aria, primo mi guardi negli occhi, secondo sono sicuro che lei non è il figlio della signora, per cui aria, bello, aria. Rispettare la privacy". E tette belle mi fa allontanare e quasi quasi ci voglio dire che tanto ce l'ho visto il capezzolo, quello dove non ha messo il cartellino che ora come per magia è apparso preciso sopra alla zizza sinistra. Questa tiene due tette da urlo, pure quella col cartellino. Mi allontano, e si fanno sotto Procopio e zio Billy che prendono a parlottare con tette belle.

          E che ve lo dico a fare tanto, ovviamente, lo avete capito preciso pure voi che la signora tette belle col cartellino che mo' non c'è e mo' c'è mo' s'ammira i gemelli di zio Billy quindi il clamoroso prende forma per mezzo delle parole dell'aspirante miracolata, la damigiana ex portatrice di lernia:
"Maddonna bellissima e Padreterno che da quanto tembo che non me l'avvedevo certe forme zozze zozze ma calantuomo Billy so' precisi precisi a come che me li ricordavo che so' passati tanta anni da che è l'ultima volta che mi so' vista nu bello cazzo".
"Effettivamente, dei gemelli decisamente singolari" Tette belle fa eco all'ex portatrice di lernia.
"Ecco qua ' bellezza, cheste so' e cartelle ca m'avevi chieeest, hai visto comm'è che so' stato veloce...uuuuuh e Gesù ma ndove li avete presi 'ste meraviglie 'e gemelli?".
Ecco, ci mancava solo nu fru fru e il narcisismo di zio Billy prende il sopravvento e quello flirteggia e s'atteggia pure co' fru fru.

          Non tengo parole.
       
"E' quella là, è quella. Quella grandissima scostumata". Un plotone di coglioni s'appressa a noi guidato da una trionfante nazista testa di cazzo di mister lei non sa chi sono io.
          Dal momento che c'era l'inaugurazione ecco che appresso a mister lei non sa chi sono io ci sta il presidente della regione, 'na serie d'assessori, il direttore dell'ospedale, il sindaco, il questore, il prefetto, il vescovo e il solito sterminato codazzo di leccaani. N'immagine d'una tristezza infinita. Perfino Cungo, che poco prima m'aveva detto che i gemelli di zio Billy erano a grandezza naturale, almeno per quanto riguardava lui, mo' s'è intristito alla vista del plotoncoglioni.

"Signora, è vero che lei stava allo sportello senza il cartellino?" L'enorme panzuto direttore dell'ospedale.
"Signora, è vero che lei ha riempito d'ingiurie un utente del servizio pubblico?" L'assessore alla sanità, il libro mastro dei coglioni è in continuo aggiornamento.
"Signora, si rende conto che rischia il licenziamento?" Il presidente della regione, pure lui nella top ten dei serbatoi dell'organo riproduttivo.
"Signora, lei è passibile di querela" Il questore che non s'è riuscito a farsi i cazzi suoi.
"Le ho sempre detto di mettere il cartellino, io, sempre. Ogni giorno le dicevo che si doveva mettere il cartellino!". Ecco, il prode capufficio parte lancia in resta in difesa della sua collaboratrice.

          Purtroppo tette belle adesso sta perdendo il rimmel da dove se l'era messo. E' presa da un pianto dignitoso. Non protesta. Non dice nulla. Guarda il suo capufficio come ci si può guardare le scarpe dopo aver calpestato una merda. Piange. Le lacrime blu scuro le scendono copiose dagli occhi, le sporcano la camicetta aperta, lasciano indelebili tracce sul cartellino ed è sola al mondo, adesso.
"Lacrime di coccodrillo, va bene il pentimento, ma doveva pensarci prima". Finanche il vescovo decide di dimostrare al mondo la sua propria intelligenza.
"E le chiederò i danni!". Lei non sa chi sono io.

          E' sceso il silenzio sull'ospedale ed è arrivata pure la vigiloccola che fa adesso quel che tutti avrebbero dovuto fare. Entra nell'ufficio e tampona il viso di tette belle.

"Ppp per faaaa per fa favore...". Il plotone di coglioni solo adesso nota la presenza di Procopio.

          E hanno tutti cambiato espressione.

"Du du dunque..."
"E lei chi cazzo è!" Mister lei non sa chi sono io non ha il tempo di pentirsi della sua frase perché in un battibaleno, Isuccio il muto quasi nano, gli sferra un calcio su un ginocchio facendolo piombare a terra preciso di faccia sopra ai piedi della damigiana la quale, dimostrando una prontezza insospettabile, ci casca col culo da sopra alla capa e mister lei non sa chi sono io sviene e si perde il meglio.

"La signora è mia nipote! Ca ca caca cazzooni!". L'urlo di Procopio è tipo 'na scossa del quarto grado della scala Richter. Non ci sono vittime, pochi danni agli edifici, ma tutti la sentono e di conseguenza tutti si cacano sotto. Tutti hanno paura del terremoto.

          I plotoncoglioni adesso so' diventati i 4+4 di Nora Orlandi. Come non sapete chi è Nora Orlandi, eddài che lo sapete, è solo che magari non ve la ricordata a Nora e il coro suo.

          Comunque, questi, in coro, stanno a chiedere scusa a Procopio. Addirittura il direttore sta baciando le mani del potente miliardario, il presidente della regione lo bacia sopra alle guance, il questore fa arrestare a quello svenuto, il vescovo benedice a tutti...ma n'altra botta di terremoto! Stavolta la scossa è del sesto grado, ecchéccà, il sesto grado è roba tosta, assai.

"Toooooglietevi da da da davanti aaaa al caca ca cazzo mio! Dovete chiedere scusa alla signora, non a me!".

              Tutti adesso si voltano e c'è tipo 'na gara tra coglioni a chi prima arriva al cospetto di tette belle, che mo' per dispetto s'abbottona la camicetta fino all'ultimo bottone e nella corsa però Cungo allunga 'na gamba e il direttore generale, sgambettato, travolge l'assessore che a sua volta fa cade' il questore il quale s'azzoppa al sindaco che cade sopra al presidente della regione, e siccome so' tutti coglioni non c'è ne uno, tra i caduti, che è riuscito a mettere le mani avanti, e confermando che so' coglioni proprio, sbattono tutti di faccia per terra e se ne svengono.

            Le cariche istituzionali della regione so' tutte svenute. E' nu colpo di stato.

          E' rimasto in piedi solo il vescovo che però è stato placcato dalla damigiana.
"Ecco eccellenza rivederendissima riverosa queste so' le prove. Tenco le astre. Ecco qua. Questa è la astra dove che si avvede la lernia quanto a nu melone e questa è la astra dove che la lernia a melone è sparita. Tenco avuto allo miracolo!".
"La astra?" Il vescovo mantiene una certa lucidità.
"Certo, eccellenza. La astra, le radiografie!". Cungo dirada le nubi.
Il vescovo si guarda Procopio e Procopio dice:
"Vuoi che smsm sm smetta di passarti l'ass ass lasse l'assegno annuale? E dichiara sto' cazzo di miracolo!".
Il vescovo si fa il segno della croce.
"Sono sposata!" Sbaammete, Cungo si piglia 'no schiaffo da tette belle. Procopio viene spinto fuori da Isuccio e io cerco zio Billy ma non lo vedo.

          Usciamo fuori e Isuccio fa gesti in direzione dell'immenso monovolume nero sul quale stanno adesso salendo zio Billy e la vigiloccola. Zio Billy ci fa ciao ciao con la manina.

            Mannaggia mannaggia, dentro le istituzioni stanno ancora svenute.