martedì 2 ottobre 2012

Depresso, No Incazzato Praticamente Esaurito

          Sono orfano da quando tenevo tre anni, praticamente sono orfano da sempre. M'ha cresciuto mio nonno, che è vedovo da prima ch'io fossi orfano.

          Mio nonno teneva altri due figli oltre a mio padre. Ovviamente so' morti prima che morisse mio padre. Credo che nonno mio tiene una certa sbadataggine appresso alla stirpe sua.

          Per quanto mi riguarda penso di tenere una certa sfiga latente, che mi segue e non rompe i coglioni più di tanto però c'è. E' tipo come il bagno schiuma d'in fra le chiappe quando ti fai la doccia. Tu hai voglia a sciacquare, niente. Non se ne va. Passi e ripassi la mano, ci indirizzi il getto d'acqua sopra, allarghi le chiappe co' le mani. Niente, non se ne va.

          Ovviamente è morto pure nonno mio e io so' preciso solo sopra alla faccia della terra, assieme alla schiuma in mezzo alle chiappe.

           Dice che so' depresso, stai depresso ti devi curare. No, io non sto depresso semplicemente me ne sbatto.

          Me ne sbatto il cazzo di stare dieci ore in piedi a fare la fila assieme a centinaia d'altri subumani per spendere 700 euro per un telefonino.

         Cazzo se stai male. Cazzo se stai male tu che ti ecciti a vedere un coglione di ventanni che solo davanti al portiere si sbaglia un gol che faceva pure Stevie Wonder e tu poi ti chiedi pure se per caso non se l'e sbagliato apposta 'sto cazzone il gol che s'è venduto la partita che non ci bastano i soldi, che si fotte in un mese quanto mio nonno non s'è riuscito a guadagnare in tutta una vita intera.

          Sei depresso. Ma vafangul tu e mammeta, non sto depresso io semplicemente me ne sbatto il cazzo e nemmeno so' incazzato che tanto a niente serve.

           Ma se manco ti lavi e guarda in che casino vivi, persino sul computer è pieno di polvere. Sorvolo sul fatto che qua ci vivo io e non tu e se decido di collezionare la polvere sul pc sono senz'ombra di dubbio cazzi miei che poi vale pure per il fatto che non mi lavo e d'altronde me l'hai detto tu preciso che in questo casino ci vivo io per cui, vattene a fanculo.

           Sei riuscito ad ingrassare di almeno venti chili in un mese ma che hai, devi curarti tu stai depresso.

         Ancora a cacare il mio cazzo. Io non sto depresso semplicemente me ne fotto d'andarmene a una palestra per vedere pseudo macisti che scoreggiano mentre fanno gli addominali e gente di cinquantanni con gli occhi fissi sul trancia chiappe di signore ingioiellate cha saltano appresso alle loro tette convinte di poter vincere la sfida con la forza di gravità.

         Sei malato, devi curarti e da dove t'arriva 'sta cattiveria. Io non mi devo curare e perché mi devi dire che so' cattivo solo perché chiamo le cose precise con il loro nome. Devi curarti tu semmai che ti guardi a bocca aperta alla televisione dove c'è uno sudatissimo che urla come a un posseduto del demonio co' la faccia appiccicata a 'na bara di plexiglass dove che è rinchiusa 'na femmina nuda vestita solo di scarafaggi e serpenti e io so' malato e cattivo, ma vattene a fanculo.

          Sei depresso, devi darti una mossa, trova un lavoro. Sì così davvero mi ci faccio possedere dalla depressione che piglia forte alla vergogna d'andarmi a farmi prendere per il culo da qualche ignorante di merda vestito come a un cafone che si gestisce un potere spropositato e mi dice che il momento è brutto che c'è la crisi che bisogna averci la pazienza che però lui la pazienza non ce l'ha e si fa togliere la giacca dal suo autista prima d'entrare in una enorme macchina blu che è rimasta accesa per tre quarti d'ora perché così il cafone s'appoggiava quell'enorme culo sopra alla pelle fresca, ma me ne sbatto il cazzo. Mi tengo il mio di lavoro, che non guadagno niente è ininfluente.

         Tieni quarantanni e manco ancora ti sei trovato a una femmina. Eccerto mo' me la trovo come a quella che ti sei sposato tu che adesso è n'altra persona da quella che ti sei sposato che non teneva le labbra e manco le tette e mo' tiene 'na rappresentanza di gommoni per il mare addosso al corpo suo che poi 'sti gommoni ce li hai pagati tu e quella ci porta in giro per tutti i porti della terra a chiunque ci chiede di salirci sopra ai gommoni suoi.

          Se volete vi faccio contenti a tutti quanti e vi dico che sto depresso basta che mi promettete che non mi rompete più i coglioni, meglio depresso che cornuto.

          Insomma io sto da solo e sto bene co' me stesso e mi faccio i fatti miei  e sarebbe bello come a Ridge se pure voi così come state pigliate e vi mettete a pensare ai fatti vostri tipo a cominciare a pensare chi si maneggia ai gommoni da diporto.

          E me ne sto nella mia bottega che tiene il nome mio anche se è quello di nonno mio, Gianfederico Foto Artistiche. Nonno faceva il fotografo e quello m'ha imparato a fa' pure a me. E vengono a farsi fare le fotografie del matrimonio. So' tutte uguali. Certi si so' sposati a Sorrento io mi so' sbagliato co' photoshop e ci ho messo le foto di Pizzomunno e manco se ne so' accorti.
          Dice, vorremmo delle foto prima delle nozze viene a casa a farcele? Eccerto, mi paghi e ci vengo a casa tua e ti trovo a questa vestita come alla regina delle pornostar che mi dice fammi le foto e poi scopami, s'annuncia un matrimonio assai felice.

          Per cui dentro alla testa mia tengo solo rumori e va bene così.

          Julia Sarah, dalla Svizzera. Che come cazzo ci sei arrivata qua dalla Svizzera. Entra nella bottega mia e si guarda attorno inespressiva. Sembra che se ne fotta della polvere, del disordine, di quanto so' grasso e della barba mia. Mi fissa dentro agli occhi e continua a starsene muta. Tiene n'impermeabile giallo doppiopetto non abbottonato, allacciato dalla cintura annodata come per caso ma mi sa che questa s'è spesa diversi quarti d'ora per sistemarselo così st'impermeabile. Ancora mi fissa ma manco l'apre a quella bellissima bocca che pare un tulipano al sole dei Caraibi.

          Perché cazzo mi sento inadeguato. Mi chiamo Julia Sarah buongiorno vorrei fare dei ritratti. E invece di dirci subito ma certo ci dico perché è venuta da me. Perché mi pareva d'aver capito che fosse un fotografo, mi dice. L'universo e il relativismo al cospetto dell'ovvio si disintegrano.
          E così pure i miei rumorosi pensieri svaniscono, ora mi paiono come segni di punteggiatura abbandonati sopra a un foglio bianco.

          Posso sedermi, chiede. E ci metto otto ore circa per dirle certo che può sedersi Julia Sarah. Penso a Jack Nicholson quando ci dice a Helen Hunt che ci fa venire voglia d'essere un uomo migliore. Tengo i dubbi sugli apostrofi. Vorrei radermi. Mi piacerebbe avere il foulard di Cary Grant in Caccia Al Ladro. Non sono sicuro di sapere la tabellina del nove. Voglio avere di nuovo i capelli lunghi e puliti. Sto facendo allenamento e corro e faccio dodici chilometri in settanta minuti.

          Julia Sarah s'è seduta dopo essersi tolta l'impermeabile giallo, il colore che tengo sul cazzo più di Stalin. Indossa un tubino nero che adesso s'è ritirato in difesa oltre la metà campo rappresentata dal più bel paio di gambe mai apparse sopra a questa terra. Voglio essere l'inventore di tutte le filosofie, tengo i dubbi sul congiuntivo manco fossi un cazzo di politico. La magistratura del desiderio mi condanna a fine pena mai. Mi guardo a quelle caviglie nude come fossi un bambino del Corno d'Africa avanti a una diga d'acqua.

          Il sorriso di Julia Sarah mi fa male a tutti gli organi del corpo mio. Mi guardo i piedi che vorrei fossero incarcerati dentro a un paio di John Lobb invece che in queste cazze di Clark's ideologicamente vetuste. Il mio cuore liso è suonato da John Bonham e Bonzo ci dà dentro di brutto mentre vorrei che Julia Sarah mi precedesse sulle scale per il paradiso.

          Voglio comprare l'iPhone 5. Mi voglio passare la notte all'aperto e voglio comprare il più bel telefonino della storia dei bei telefonini. La Svizzera parla co' la voce di Grace Kelly mentre io voglio fare il capo ultrà della curva e guardarmi a tutte le partite di pallone. Voglio fare una festa, la voglio fare  dentro alla palestra. Ho stile, questo mi dice Julia Sarah guardando le mie foto mentre s'aggiusta i capelli dietro l'orecchio e io voglio stare assieme a quella nuda coi serpenti dentro alla bara di plexiglass.

          So' depresso e voglio andare dal medico, accompagnami Julia Sarah della Svizzera.

          Faccio appello al tribunale dei desideri per la revisione della condanna a fine pena mai. Tengo il desiderio di Julia Sarah e mi proclamo innocente.