As a writer, I love to show my novels as photographs. As a photographer, I love to show my photographs as novels
venerdì 11 gennaio 2013
Now That You're Gone
Why all continues to be so wonderful.
The sun is warm and beautiful.
The glare on the water warms my soul.
I feel your presence.
The sea continues its perpetual motion of comings and goings.
In many laugh.
Life goes on, why?
Why life goes on if you are no longer here with me?
Why?
Perché tutto continua ad essere così meraviglioso.
Il sole è caldo e splendido.
Il riverbero sull'acqua mi scalda l'anima.
Sento la tua presenza.
Il mare continua nel suo moto perpetuo d'andirivieni.
In molti sorridono.
La vita continua, perché?
Perché la vita continua se tu non sei più qui con me?
Perché?
I Want You
Now.
Let me hold you.
Your breath is mine.
Your hands on my face.
My lips belong to you.
I can not tell you anything.
In the mouth, feel the taste of sun and clouds.
I wish I had a thousand arms.
I would like to have a hundred lips.
I want to be you.
I'll never anything more beautiful.
I want you.
Ora.
Lascia che ti abbracci.
Il tuo respiro è mio.
Le tue mani sul mio viso.
Le mie labbra ti appartengono.
Non riesco a dirti nulla.
In bocca senti il sapore del sole e delle nuvole.
Vorrei avere mille braccia.
Vorrei avere cento labbra.
Voglio essere te.
Non mi capiterà mai niente di più bello.
Ti voglio.
Dad
Dad, you have not understood anything.
Dad, you're old.
Dad, I need to ask you something.
Dad, you were right.
Dad ... if I could just ask you ...
Papà, sai tutto.
Papà, non hai capito niente.
Papà, sei vecchio.
Papà, devo chiederti una cosa.
Papà, avevi ragione.
Papà...se solo potessi chiederti...
...per un baccalà!
martedì 25 dicembre 2012
I Don't Know Why I'm So Happy I'm Sad
Yes. Sure. I'm old.
You're useless, you said.
And take away my job, and take everything. I do not serve in anything, you said.
It's true, I'm old. But I keep the memories intact.
And I, who am old, I get excited.
And I, who am old, I'm not like you.
I steel feel, looking at the sunset and make project for tomorrow.
I'm not like you.
Come se vi fosse un momento più bello del tramonto.
Sì. Certo. Sono vecchio.
Non servi a niente, avete detto.
E mi avete portato via il lavoro, e mi avete preso tutto. Non servo a niente, avete detto.
E' vero, sono vecchio. Ma conservo intatti i miei ricordi.
Ed io, che sono vecchio, mi emoziono.
Ed io, che sono vecchio, non sono come voi.
Riesco ancora a sentire, e guardando il tramonto faccio progetti per domani.
Non sono come voi.
One Day I'll Fly Away
One Day I'll Fly Away
San Marco, Venice.
It's just a moment, and everything changes.
And you can not do anything about it.
Be always kind before all fly away.
E' solo un attimo, e tutto cambia.
E tu non puoi farci niente.
Sii sempre gentile prima che tutto voli via.
You Are Not Alone
A Sunny Winter's Day
Alone.
I'm tired, and alone.
Motionless, lost in nothingness.
Everything is empty and the same.
You are lulled by the comings and goings of millions of hugs.
Surrounded by magical reflection of bright smiles.
You've never been alone.
Solo.
Sono stanco, e solo.
Immobile, perso nel nulla.
Tutto è vuoto ed uguale.
Sei cullato dal continuo andirivieni di milioni di abbracci.
Circondato dal magico riverbero di splendenti sorrisi.
Non sei mai stato solo.
I'm Different
Along The Nile, Egypt
I behave differently from everyone else.
It's impossible for me to hide myself.
I'm different but I don't think I'm the best.
Why does everything that surrounds me think they're bette than me?
I'm simply different.
Lo so, sono diverso da tutto ciò che mi circonda.
Mi comporto diversamente da tutti gli altri.
Mi è impossibile nascondermi, mi si nota.
Sono diverso ma non penso di essere migliore.
Perché tutto ciò che mi circonda pensa di essere migliore di me?
Sono semplicemente diverso.
I'll Be Around
Curvy Venice
Listen to the other.
If necessary down to his level, try to understand his, of reasons.
Listen and look at things from his point of wiew.
Maybe you're right even so, sonny.
But Listen.
Always, sonny.
E' proprio quando sei convinto d'aver ragione che devi sforzarti di guardare le cose in modo differente.
Ascolta l'altro.
Se necessario abbassati al suo livello, cerca di capire le sue, di ragioni.
Ascoltalo e guarda le cose dal suo punto di vista.
Magari avrai comunque ragione tu, figlio mio.
Ma ascolta.
Sempre, figlio mio
Have I Told You Lately
Positano Li Galli, Italy
But I see the soul, and it's you.
Your hands and your smile warms the oceans.
Your eyes, and I would be better.
Do not stop kissing me, my love.
Forse Dio non esiste.
Ma io l'anima la vedo, e sei tu.
Le tue mani e il tuo sorriso riscaldano gli oceani.
Un tuo sguardo, e vorrei essere migliore.
Non smettere di baciarmi, amore mio.
Smile
Somewhere Near Bora Bora
Please look back.
For once, look back to those who's got under the little that you have.
I would like to wish you all the best and happiness, but we know that life is another.
So I hope you will smile.
I hope you keep intact all affections.
I wish you to live.
And I want to snatch a smile, even just one.
Merry Christmas!
Un sorriso.
Per favore, guardate indietro.
Per una volta, guardate indietro a chi ha meno del poco che avete voi.
Vorrei augurarvi ogni bene e felicità, ma sappiamo che la vita è altro.
Allora vi auguro di sorridere.
Vi auguro di conservare intatti tutti gli affetti.
Vi auguro di vivere.
E voglio strapparvi un sorriso, anche solo uno.
Buon Natale!
Mr. Blue
Two dreamers who dream the same perfect dream. I look at the sun that kisses my soul as I breathe the purple clouds with my mouth which is yours.
I keep looking for you.
Love is magic, when you are there even when you're away.
The snow orange is as hot as the white stones on the beach of the sky.
And I feel the sea in my dream of you.
No. I'm not able to talk about the love, but you don't stop to show me.
No, non sono capace di spiegarti l'amore. Dopo tutti questi anni, ancora accecato attraverso la nebbia del dolore vedo il tuo viso e tremo.
Due sognatori che sognano lo stesso perfetto sogno. Guardo il sole che mi bacia l'anima mentre respiro le nuvole viola con la mia bocca ch'è tua.
Continuo a cercarti.
L'amore è magia, di quando ci sei anche quando sei via.
La neve arancione è calda come i sassi bianchi sulla spiaggia del cielo.
E sento il mare nel mio sogno di te.
No. Non sono capace di parlare dell'amore, ma tu non smettere di mostrarmelo.
Feeling Something
Feeling Something
I want to see you happy and suffering.
I want to see you chasing the light.
I want you to not be afraid of the dark.
I want to see you make mistakes.
I want to see you swallow the fog and embrace the sky.
I want you to live, and to live you must love.
Love is passion and is the only reason for living.
Run in the sky, fly in the water, breathes passion, yet again and again.
Burn and be happy, and only then I will be happy for you too, my daughter.
Voglio vederti felice e sofferente.
Voglio vederti rincorrere la luce.
Voglio che tu non abbia paura del buio.
Voglio vederti sbagliare.
Voglio vederti ingoiare la nebbia e abbracciare il cielo.
Voglio che tu viva, e per vivere devi amare.
L'amore è passione ed è l'unica ragione di vita.
Corri nel cielo, vola nell'acqua, respira la passione, ancora ancora e ancora.
Brucia e sii felice, e solo così sarò felice anch'io per te, figlia mia.
I want to see you chasing the light.
I want you to not be afraid of the dark.
I want to see you make mistakes.
I want to see you swallow the fog and embrace the sky.
I want you to live, and to live you must love.
Love is passion and is the only reason for living.
Run in the sky, fly in the water, breathes passion, yet again and again.
Burn and be happy, and only then I will be happy for you too, my daughter.
Voglio vederti felice e sofferente.
Voglio vederti rincorrere la luce.
Voglio che tu non abbia paura del buio.
Voglio vederti sbagliare.
Voglio vederti ingoiare la nebbia e abbracciare il cielo.
Voglio che tu viva, e per vivere devi amare.
L'amore è passione ed è l'unica ragione di vita.
Corri nel cielo, vola nell'acqua, respira la passione, ancora ancora e ancora.
Brucia e sii felice, e solo così sarò felice anch'io per te, figlia mia.
giovedì 6 dicembre 2012
Dove Sei?
Non ho ancora capito se è il telefono che suona sempre quando non dovrebbe o se sono io che faccio sempre qualcosa che non dovrei fare quando suona il telefono.
Di sicuro il telefono suona sempre, sempre. Va be' diciamo pure che io spesso faccio qualcosa che non dovrei fare, ecco.
Fatto sta che il display del cellulare è illuminato ed in preda a scosse sussultorie mi comunica che Dove Sei? mi sta chiamando, tanto per cambiare.
Ho memorizzato così il suo nome, Dove Sei? che tanto mica mi dice ciao, o pronto, no. Dove Sei?
Siccome è la settima scossa ravvicinata, arrivano telefonate a tipo sciame sismico, mi tolgo dalla bocca 'sto coso e rispondo:
"Dimmi".
"Dove sei?".
"Dimmi".
"Che è, non lo sentivi? Dove sei, eh?".
"Dimmi".
"Dove sei?" Stavolta urlato bello forte assai.
"Non è aria, di' che c'è?".
"Ti rendi conto che sono le nove, dove cazzo sei. Che cazzo fai?".
"Sto venendo, non è aria" E riattacco, tanto da mo' che i sensi di colpa non mi fanno più nessun effetto.
E con maggior foga e solerzia mi rimetto in bocca quell'affare maestoso e durissimo che poco fa avevo abbandonato e faccio rapidamente godere l'ennesimo rattuso di turno del mio ufficio. Lo so, ho detto una bugia a mio marito avrei dovuto dire sta venendo, ma tant'è.
Insomma, sono una grande zoccola. Ovviamente bugiarda. Che poi, le bugie quelle ce le dico solo a mio marito, che è l'unico a non sapere di tutte 'ste bugie. Perlomeno, lui è proprio che ci vuole credere alle cose che ci dico.
Io ci voglio pure bene, e mi dispiace quando quello co' la faccia del merluzzo bollito mi chiede se l'ho mai tradito. Tesoro mio, fissi quattro giorni alla settimana, ma tu sei l'unico che non lo sa. Quindi, tutto sommato mica mi posso considerare una bugiarda, magari una zoccola ma no una bugiarda.
Riesco a portare avanti una famiglia da più di dieci anni ormai, nel senso che cucino lavo e stiro e faccio la spesa. Mi so' cresciuta praticamente da sola a una figlia che però non è espansiva come me. Tiene ventanni, è grande ed è fidanzata da quando aveva quattordicianni co' Girolamo. Nu babbione, ma tanto a me che ora tengo trentasettanni così giovani non mi piacciono.
Il mio range è praticamente lo spread della mia età, mi trombo a chiunque chiede di trombarmi tra quelli che tengono un'età compresa tra i venticinque e i sessantacinque anni. No, non ci pensate. Non sono una ninfomane. Mica ho mai fatto schifezze, tipo orge. Cioè una volta sola che la mia collega che è poi pure l'amica mia del cuore ovvero quella che ci forniamo gli alibi a vicenda, una volta è stata invitata a una festa un po' strana e siamo finite dentro a una camera dove stavano tutti nudi. Eravamo tipo in nove ma non è che mi sia piaciuto assai.
Mio marito tiene un sacco di sospetti, però non mi ha mai seguita e nemmeno mi ha mai picchiata. Mi urla appresso come a un posseduto, mi dice certe parolacce che manco ve lo voglio di', però la sera sempre a letto assieme ce ne andiamo.
E poi so' pure abbastanza corretta, co' lui l'amore lo faccio solo quando non l'ho fatto con qualcun altro prima. E' vero, io e mio marito non facciamo spesso all'amore.
Mia figlia ogni tanto fa domande strane, mi fa capire che ha capito ma la gestisco.
Il fatto è che io sto sempre fuori di casa e passo sette ore al giorno in ufficio, delle quali sette almeno due e mezza dentro a tutti i bar della zona. Perché se uno mi vuole offrire un caffè io non ci riesco a dirgli di no soprattutto quando me lo chiede guardandomi nella scollatura e siccome tengo forte all'allergia alla lana pure Ray Charles riuscirebbe a vedermi i capezzoli perché uso solo reggiseni a balconcino. E una volta al caffè è impossibile non capire che so' assai facile come tipo dal momento che uso solo gonne al ginocchio e sotto alle gonne mi metto le autoreggenti e si vede che uso le autoreggenti e quindi l'offritore del caffè che già stava arrapato assai quando m'ha chiesto se mi poteva offrire un caffè e poi l'arrapamento è diventato ingombrante e ben visibile quando ci ho detto di sì, ecco è facile intuire come sta messo là sotto quando vede che tengo le autoreggenti che nei cessi o nell' auto risultano assai comode.
Certo, siamo in una città di provincia e tutti sanno che sono una zoccola grossa grossa. Ma mio marito ancora non è sicuro.
Non è che sono sempre stata zoccola, no. E' iniziato che reclamavo gli spazi miei. La mia libertà. Ho iniziato a uscire da sola. Un caffè, poi la pizza, ogni tanto 'na cena. Prima solo con le amiche. Poi gli spazi me li so' andata a riempire bene bene. Quindi non ero una zoccola però adesso lo sono e mi piace. Mi piace quando gli uomini mi guardano. Mi piace quando mi fanno capire che mi desiderano. E in quel momento io tengo tutto il potere del mondo sopra a loro.
Insomma, mi piace piacere e regalare piacere mi piace. Ora che ci penso non ci ho mai detto no a nessuno, che molti manco ce l'hanno il coraggio di chiedere e certo io non ho mai chiesto. E ci mancherebbe.
Una volta mio marito m'ha beccato mentre il rattusone di turno mi riportava in ufficio. Mi disse che mi aveva visto. Gli risposi ma cosa hai visto. Ho visto che scendevi da una macchina, e si vedevano le autoreggenti. Sì, a mio marito non ci manca il senso dell'umorismo. Io ho risposto che aveva visto che scendevo da una macchina, e allora? Allora mi hai fatto le corna, chi è? Ecco, qua si potrebbe aprire pure un convegno dal titolo Chi E' e non Perché Mi Hai Tradito? Facciamola breve, l'ho guardato negli occhi, gli ho fatto una carezza e gli ho detto che non potrei mai tradirlo perché lo amo. Quello m'ha sorriso che pareva il sole il primo giorno che appare nelle regioni del nord del globo dopo mesi di buio. E fine della faccenda. E non ho mentito, perché io a mio marito è vero che lo amo.
Ma è troppo bello vedere a tutti 'sti poveri deficienti che si credono dei gran fichi e vengono a fare gli stupidi con me. Per correttezza mica accetto regali, no. Basta un caffè, seguo il preliminare sulla corruzione dentro ai pubblici uffici, niente regalie. E mi diverto assai quando mi nego a quello che è convinto di potermi avere solo perché m'ha avuta l'amichetto suo, che deficienti.
Però, mi piace che piaccio. Assai.
Ecco, adesso arriva n'altra scossa di terremoto, meglio rispondere.
"Dimmi".
"Dove sei?".
"Sono praticamente sotto casa".
"T'aspetto sotto al portone".
"Perché?".
"Dobbiamo parlare".
"Sei scemo? Parliamo a casa". Click.
Ha riattaccato.
Tengo paura. Non ha mai fatto così. E poi mi ha detto che non dovevo salire a casa, è pure casa mia. Manco mio padre mi diceva quello che dovevo o non dovevo fare, non scherziamo. I miei spazi so' sacri e pure i miei buchi e io riempio i miei spazi e i miei buchi come meglio credo. E se ha scoperto? Ma cosa, poi. Qualcuno gli ha parlato? No, so' cose che non si dicono mai al diretto interessato, secoli di proverbi lo testimoniano. Tutti i suoi amici lo sanno ma siccome tutti i suoi amici mi vorrebbero portare a letto ecco che la speranza di riuscirci, prima o poi, li frena e niente dicono al loro caro amico. Mi gira la testa, che vorrà mai.
Eccolo, sempre preciso. Elegante, nel vestire e nel portamento. E' appoggiato con le spalle al portone. Sembra che gli anni per lui non passino. Ha il viso d'un ragazzo. E' dolce la sua espressione, come sempre. In fondo faccio bene a volergli bene, è un uomo buono. E bontà e ironia sono forme d'intelligenza superiore. Mio marito.
"Ma che fai qua sotto, saliamo".
"Me ne vado. Ti lascio. Buona fortuna".
"Ma che di.....".
Se n'è andato, non mi ha nemmeno dato il tempo di chiedergli perché.
Riesco a portare avanti una famiglia da più di dieci anni ormai, nel senso che cucino lavo e stiro e faccio la spesa. Mi so' cresciuta praticamente da sola a una figlia che però non è espansiva come me. Tiene ventanni, è grande ed è fidanzata da quando aveva quattordicianni co' Girolamo. Nu babbione, ma tanto a me che ora tengo trentasettanni così giovani non mi piacciono.
Il mio range è praticamente lo spread della mia età, mi trombo a chiunque chiede di trombarmi tra quelli che tengono un'età compresa tra i venticinque e i sessantacinque anni. No, non ci pensate. Non sono una ninfomane. Mica ho mai fatto schifezze, tipo orge. Cioè una volta sola che la mia collega che è poi pure l'amica mia del cuore ovvero quella che ci forniamo gli alibi a vicenda, una volta è stata invitata a una festa un po' strana e siamo finite dentro a una camera dove stavano tutti nudi. Eravamo tipo in nove ma non è che mi sia piaciuto assai.
Mio marito tiene un sacco di sospetti, però non mi ha mai seguita e nemmeno mi ha mai picchiata. Mi urla appresso come a un posseduto, mi dice certe parolacce che manco ve lo voglio di', però la sera sempre a letto assieme ce ne andiamo.
E poi so' pure abbastanza corretta, co' lui l'amore lo faccio solo quando non l'ho fatto con qualcun altro prima. E' vero, io e mio marito non facciamo spesso all'amore.
Mia figlia ogni tanto fa domande strane, mi fa capire che ha capito ma la gestisco.
Il fatto è che io sto sempre fuori di casa e passo sette ore al giorno in ufficio, delle quali sette almeno due e mezza dentro a tutti i bar della zona. Perché se uno mi vuole offrire un caffè io non ci riesco a dirgli di no soprattutto quando me lo chiede guardandomi nella scollatura e siccome tengo forte all'allergia alla lana pure Ray Charles riuscirebbe a vedermi i capezzoli perché uso solo reggiseni a balconcino. E una volta al caffè è impossibile non capire che so' assai facile come tipo dal momento che uso solo gonne al ginocchio e sotto alle gonne mi metto le autoreggenti e si vede che uso le autoreggenti e quindi l'offritore del caffè che già stava arrapato assai quando m'ha chiesto se mi poteva offrire un caffè e poi l'arrapamento è diventato ingombrante e ben visibile quando ci ho detto di sì, ecco è facile intuire come sta messo là sotto quando vede che tengo le autoreggenti che nei cessi o nell' auto risultano assai comode.
Certo, siamo in una città di provincia e tutti sanno che sono una zoccola grossa grossa. Ma mio marito ancora non è sicuro.
Non è che sono sempre stata zoccola, no. E' iniziato che reclamavo gli spazi miei. La mia libertà. Ho iniziato a uscire da sola. Un caffè, poi la pizza, ogni tanto 'na cena. Prima solo con le amiche. Poi gli spazi me li so' andata a riempire bene bene. Quindi non ero una zoccola però adesso lo sono e mi piace. Mi piace quando gli uomini mi guardano. Mi piace quando mi fanno capire che mi desiderano. E in quel momento io tengo tutto il potere del mondo sopra a loro.
Insomma, mi piace piacere e regalare piacere mi piace. Ora che ci penso non ci ho mai detto no a nessuno, che molti manco ce l'hanno il coraggio di chiedere e certo io non ho mai chiesto. E ci mancherebbe.
Una volta mio marito m'ha beccato mentre il rattusone di turno mi riportava in ufficio. Mi disse che mi aveva visto. Gli risposi ma cosa hai visto. Ho visto che scendevi da una macchina, e si vedevano le autoreggenti. Sì, a mio marito non ci manca il senso dell'umorismo. Io ho risposto che aveva visto che scendevo da una macchina, e allora? Allora mi hai fatto le corna, chi è? Ecco, qua si potrebbe aprire pure un convegno dal titolo Chi E' e non Perché Mi Hai Tradito? Facciamola breve, l'ho guardato negli occhi, gli ho fatto una carezza e gli ho detto che non potrei mai tradirlo perché lo amo. Quello m'ha sorriso che pareva il sole il primo giorno che appare nelle regioni del nord del globo dopo mesi di buio. E fine della faccenda. E non ho mentito, perché io a mio marito è vero che lo amo.
Ma è troppo bello vedere a tutti 'sti poveri deficienti che si credono dei gran fichi e vengono a fare gli stupidi con me. Per correttezza mica accetto regali, no. Basta un caffè, seguo il preliminare sulla corruzione dentro ai pubblici uffici, niente regalie. E mi diverto assai quando mi nego a quello che è convinto di potermi avere solo perché m'ha avuta l'amichetto suo, che deficienti.
Però, mi piace che piaccio. Assai.
Ecco, adesso arriva n'altra scossa di terremoto, meglio rispondere.
"Dimmi".
"Dove sei?".
"Sono praticamente sotto casa".
"T'aspetto sotto al portone".
"Perché?".
"Dobbiamo parlare".
"Sei scemo? Parliamo a casa". Click.
Ha riattaccato.
Tengo paura. Non ha mai fatto così. E poi mi ha detto che non dovevo salire a casa, è pure casa mia. Manco mio padre mi diceva quello che dovevo o non dovevo fare, non scherziamo. I miei spazi so' sacri e pure i miei buchi e io riempio i miei spazi e i miei buchi come meglio credo. E se ha scoperto? Ma cosa, poi. Qualcuno gli ha parlato? No, so' cose che non si dicono mai al diretto interessato, secoli di proverbi lo testimoniano. Tutti i suoi amici lo sanno ma siccome tutti i suoi amici mi vorrebbero portare a letto ecco che la speranza di riuscirci, prima o poi, li frena e niente dicono al loro caro amico. Mi gira la testa, che vorrà mai.
Eccolo, sempre preciso. Elegante, nel vestire e nel portamento. E' appoggiato con le spalle al portone. Sembra che gli anni per lui non passino. Ha il viso d'un ragazzo. E' dolce la sua espressione, come sempre. In fondo faccio bene a volergli bene, è un uomo buono. E bontà e ironia sono forme d'intelligenza superiore. Mio marito.
"Ma che fai qua sotto, saliamo".
"Me ne vado. Ti lascio. Buona fortuna".
"Ma che di.....".
Se n'è andato, non mi ha nemmeno dato il tempo di chiedergli perché.
mercoledì 5 dicembre 2012
I Can't Tell You Why
Bora Bora's Dawn
Why.
With all this beauty around us, why.
When did we stopped smile at dawn.
How did we forget to say thank you, please, excuse me.
Respect for diversity, where is.
Why can not we speak, but we scream.
How did we learn not to reach out.
When it finished love.
Why.
Perché.
Con tutta questa bellezza che ci circonda, perché.
Quand'è che abbiamo smesso di sorridere all'alba.
Come abbiamo fatto a dimenticare di dire grazie, prego, scusi.
Il rispetto per le diversità, dov'è.
Perché non riusciamo più a parlare, ma urliamo.
Come abbiamo fatto ad imparare a non tendere la mano.
Quand'è finito l'amore.
Perché.
venerdì 30 novembre 2012
Hurt
Hurt
in loving memory of c.p.
Your hair, golden flowers that light up the sea.
The sea welcomes your dip, perfect. As always.
The last one. The sea is not you returned to me.
And why is it still so bright your last wake.
And why did not all end.
Why there is still golden light.
Sixteen years is too short for a last dip, perfect.
I tuoi capelli, fiori d'oro che illuminano il mare.
Il mare che accoglie il tuo tuffo, perfetto. Come sempre.
L'ultimo. Il mare non ti ha restituito a me.
E perché è ancora così luminosa la tua ultima scia.
E perché non ha tutto fine.
Perché c'è ancora luce d'oro.
Sedici anni sono troppo pochi per un ultimo tuffo, perfetto.
mercoledì 28 novembre 2012
I've Got You Under My Skin
Pacific Ocean
Trees do not grow in the sea, everybody knows that.
Dreaming is baby stuff, everyone knows that.
The visions are for fools, everybody knows that.
You're really stupid if you cry while reading a book.
You touch if you see two old men walking in the park holding hands, you really are silly.
An apple a flower and the moon, that's all.
You go in the rain in the sea, you idiot.
It 's just a sunset.
It's blind, and his dog stinks.
Trees do not grow in the sea.
The dog smells dog and the blind man he described the sea the sky the clouds the sun and the rain, and I can not see it all so wonderfully. The blind man says that nothing is unusual.
Do not underestimate the unusual, because the trees grow in the sea.
Gli alberi non crescono in mezzo al mare, lo sanno tutti.
Sognare è roba per bambini, lo sanno tutti.
Le visioni sono dei folli, lo sanno tutti.
Sei proprio scemo se piangi mentre leggi un libro.
Ti commuovi se vedi due vecchi che passeggiano nel parco tenendosi per mano, davvero sei scemo.
Una mela un fiore e la luna, tutto qui.
Vacci tu sotto la pioggia in riva al mare, idiota.
E' solo un tramonto.
E' cieco, e il suo cane puzza.
Gli alberi non crescono in mezzo al mare.
Il cane profuma di cane e quel cieco mi ha descritto il mare il cielo le nuvole il sole e la pioggia, e io non riesco a vedere tutto questo in maniera così meravigliosa. Il cieco dice che niente è insolito.
Non sottovalutare l'insolito, perché gli alberi crescono in mezzo al mare.
lunedì 26 novembre 2012
What A Wonderful World
*What A Wonderful World*
Maratea, Italy
Maratea, Italy
Cos'è, cosa vedi?
Il sole, riflesso nell'acqua del mare al tramonto.
No, è Dio che si specchia.
E su tu fossi nato in Afghanistan, cosa vedresti?
Il sole, riflesso nell'acqua del mare al tramonto.
No, è Allah che si specchia.
E se tu fossi nato in India, cosa vedresti?
Il sole, riflesso nell'acqua del mare al tramonto.
No, è Buddha che si specchia.
Il sole che guardiamo è lo stesso per tutti, nessuno di noi ha potuto scegliere dove nascere. Ma il sole è lo stesso, teniamolo a mente.
What, what do you see?
The sun reflected in the sea at sunset.
No, it is God that is reflected.
And of you were born in Afghanistan, what would you see?
The sun reflected in the sea at sunset.
No, it is Allah who is mirrored.
And if you were born in India, what would you see?
The sun reflected in the sea at sunset.
No, it's Buddha, which is mirrored.
The sun looking at is the same for all, none of us could choose where to be born. But the sun is the same, let's keep in mind.
martedì 20 novembre 2012
Manifesti, Manifestazioni, Manifestanti...
A differenza delle altre volte la capa mia mi propone qualcosa che tiene una certa attinenza con il momento. Un vero momento di merda, decisamente.
Sangue che mi scappa dalle mani, non ci riesco a fermarlo. Cristo, e dentro la capa mia The Flaming Lips in concerto dal vivo ci chiedono all'autista dell'ambulanza di fare presto. Cantano Mr. Ambulance Driver. Direi che è abbastanza appropriato come collegamento sinaptico, certo meglio di quello di stamattina che mentre mi trombavo, sì con una certa maestria a giudicare dalle grida e dallo sguardo perso di Micaela, la moglie del carabiniere, quella del primo piano che entro a casa sua e mi dice di fare piano e poi si fa sbattere sul piano e mentre me la sbatto, non certo piano, e il mio cervello mi passa le immagini di Sandra Mondaini che canta Buonasera Stasera la sigla di Noi No e quella che prima mi diceva di fare piano mo' dice sì, noi sì, e dice pure fai forte, sempre sul pianoforte. E io faccio forte co' quella da sopra al pianoforte.
E dopo che abbiamo finito quella dice che sente le vibrazioni e io ci dico che le sento pure io le vibrazioni perché è il mio cellulare che vibra e quella mi dice che vuole vibrare ancora e di più e a me pure m'andrebbe di farla contenta solo che ho risposto al cellulare e mio fratello mi dice di scappare e io dico a quella del primo piano stesa sul suo piano che me ne devo andare e lei mi dice che è arrapata forte e mi stringe forte forte il membro mio e io ci urlo forte assai che devo proprio andare perché mio fratello dice che sta male e mi ha chiesto aiuto.
I Flaming Lips ancora invitano all'ambulanza, ce la pregano di fare presto e io non capisco un cazzo, troppa gente, fumo, sirene, urla, puzzo di bruciato, fiamme, gente che mi calpesta, uno perde sangue da un orecchio e cammina come fosse un sonnambulo, tengo del pesce marcio sopra a una gamba e la testa di mio fratello sopra all'altra, di gamba. La gamba col pesce puzza, la gamba con la testa di mio fratello sembra che perde sangue invece il sangue cola lungo la fronte di mio fratello che ora tiene gli occhi bianchi e sbatte le labbra, quelle labbra carnose e bellissime che davano il via a certi sorrisi strepitosi, quando mi rincorreva nel giardino senza mai riuscire a prendermi, accompagnato dall'ondeggiare dei suoi riccioloni neri. Lui la spuntava sempre, con papà. A me non mi hanno mai fatto portare i capelli lunghi, me li facevano sempre tagliare. Invece Stefano si ribellava, e non se li faceva tagliare i riccioloni suoi.
Stefano diceva che tra noi non ci sono dieci anni di differenza, ma secoli. Stefano era bellissimo, mentre io no. Io ero sempre gentile ed educato co' tutti, soprattutto a scuola, con i professori. Mi prendevo i miei sei, e con una certa sollecitudine mi sono pure laureato. Stefano teneva sempre sul cazzo a tutti, lui mi diceva invece che non teneva sopra il cazzo a nessuno ma manco voleva che nessuno ci mancasse di rispetto.
Io mi facevo i cazzi miei, e Stefano invece si faceva sempre i cazzi degli altri. Stefano era bellissimo ma diceva che voleva scopare per il suo cervello e non per la sua bellezza. Ecco, sopra a questo punto io proprio non lo capivo poiché a me di scopare m'è sempre piaciuto assai e ho sempre dovuto fare una certa fatica per farlo perché con me non è che le femmine volessero farlo come volevano co' Stefano, che quelle tutte volevano farselo.
Io co' Papà non ci discutevo proprio. Laurea e poi dentro la fabbrica. Prima in mezzo agli operai, poi negli uffici e poi nell'ufficio. E papà m'ha dovuto dire una sola volta che dentro alla fabbrica sua non esistevano femmine che invece c'erano e qualcuna pure davvero bona ma io a papà non ci riesco a disobbedirgli. E mica l'ho mai fatto.
Stefano teneva un suo manifesto, lo intitolava politico estetico, per me i manifesti so' quelli della pubblicità.
Il caos è sovrano e regna sopra a tutto l'universo che mi circonda col suo puzzo. Io chiamo a Stefano ma quello ci tremano le labbra ma non mi risponde e le mie mani fanno proprio cacare come diga che il sangue se ne scende come a tipo il fango del Vajont.
Mo' è arrivato pure papà e tiene la faccia posseduta.
Papà ci diceva che i giovani so' belli ma non servono a una minchia. Tengono gli ideali e so' puliti, ma nessun ideale ha mai portato il pane sopra a nessuna tavola. E Stefano se lo fissava negli occhi e lo sfidava. E ci diceva che il suo manifesto ci imponeva di manifestare e papà diceva che il suo manifesto non era così intelligente da far manifestare ai manifestanti come si deve.
Adesso papà si guarda intorno, io piango ma non mi spiego perché mentre il concerto prosegue e ci sta un sacco di gente al concerto, forse perché è gratis. Chissà che sta facendo quella sopra al pianoforte.
Papà tiene un braccio dietro alla schiena e la rabbia sopra alla faccia.
La stessa rabbia che teneva quando si piazzò di fronte a Stefano dentro alla fabbrica dove mio fratello si cercava di mobilitare agli operai di papà a scioperare contro a papà e papà che guardava a Stefano e ci chiedeva se lo voleva picchiare e io che ci volevo dire a Stefano che papà a lui non lo aveva mai toccato manco quando il preside lo voleva espellere dalla scuola perché si faceva gli spinelli in classe e papà non lo picchiò nemmeno quando quello se lo offese davanti al preside che si prese pure lo sfizio di dirci a mio padre che non era un bravo educatore e Stefano mo' se lo sfidava davanti agli operai suoi e sapeva che papà non ne aveva mai licenziato nemmeno a uno, e papà fece dietro front al cospetto degli operai suoi.
Papà si strattona a una sacco di gente, papà si piglia 'na manganellata in testa da un carabiniere e io spero che papà non se ne crolla di faccia a terra perché sopra all'altra gamba io tengo la spazzatura e non c'è posto per papà che invece se ne sta in piedi davanti al manganellatore.
E la sera della protesta in fabbrica Stefano non se ne voleva venire a tavola a mangiare e allora papà se l'è andato a prelevare da dentro alla camera nostra e Stefano era seduto mo' a tavola di fronte a me ma io non me lo guardavo, guardavo invece al brodo che cercavo di mangiarmelo senza fare rumore perché mi ricordavo di quella volta che feci rumore e 'na pala di quelle che usano i militari quando ci sta l'emergenza della neve da spalare da sopra ai marciapiedi mi arrivò dietro alla nuca sotto forma di mano di papà che disse che non dovevo mangiare come a un troglodita e Stefano mi dice che ne penso e io alzo le spalle e papà dice che è stanco.
Stefano dice a papà che pure lui è stanco di questo mondo.
Papà dice a Stefano che il mondo è meglio di quello che crede lui.
Stefano piange e dice che non è vero.
Papà piange pure lui, e dice che se i giovani si mettono d'accordo il mondo davvero possono cambiarlo. Ma non andando a fare le manifestazioni coi fazzoletti sopra alla faccia e i caschi e con le mazze in mano e con le pietre.
Stefano dice che si devono difendere.
Papà dice che la miglior difesa è l'attacco quando si gioca a pallone non quando si va a manifestare contro a della gente che per lavoro non ti deve far fare cazzate quando manifesti.
Stefano dice a papà che tiene torto.
Papà dice a Stefano che prima o poi qualcuno metterà in mano a qualcuno con una mazza una pistola e allora andranno tutti a fare in culo.
Stefano mi chiede che ne penso, io alzo di nuovo le spalle.
Papà dice a Stefano che gli vuole bene, molto.
Stefano dice che se fosse vero l'appoggerebbe. Allora io mi alzo e ci rovescio sopra ai riccioloni neri il brodo caldo. Stefano mi guarda che pare a Noè mentre s'ascolta le previsioni meteo. Papà mi mena una sberla. Papà s'alza da tavola e prega Stefano di non andare alla manifestazione di domani.
Domani è adesso co' Stefano che ora non perde più sangue e forse allora gli operai delle mani mie hanno aggiustato la diga.
Papà discute con uno con un manganello in mano e si avvicinano verso di noi, e tutti scappano, e vedo il fuoco, il concerto è finito ma l'ambulanza non arriva. Sento papà che chiede al manganellatore se è stato lui a colpire a Stefano quello ci risponde di sì, papà ci chiede perché, il manganellatore ci dice che Stefano teneva una pietra in mano e ce la agitava davanti alla faccia, papà ci chiede di fargli vedere alla pietra, quello ci chiede se per caso tiene voglia di pigliarsela pure lui una manganellata da sopra alla testa, papà ci chiede ancora di farci vedere la pietra, quello ci risponde di farsi ai cazzi suoi, papà dice che quello morto a terra sopra a una gamba dell'altro figlio suo è assolutamente frutto dei cazzi suoi, quello non apprezza la battuta, papà ci mette dentro all'occhio una pistola, io non so che cazzo fare, il manganellatore mo' è più bianco di Stefano, papà spara e quello sbatte all'indietro in un momento, cade a peso morto, e vorrei vedere.
Io non vedo l'ora di svegliarmi per dirci a Stefano che ho fatto un brutto sogno e che non voglio che va alla manifestazione. Ma la sveglia stamattina sembra che non tiene voglia di suonare.
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